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Coronavirus, Genova si unisce all’appello di 14 città italiane: “Ministro, salviamo il turismo”

Inviata una lettera a Franceschini per chiudere misure di sostegno e detrazioni fiscali totali

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Genova. L’assessore comunale allo sviluppo economico turistico e marketing territoriale Laura Gaggero è tra i firmatari dell’appello al ministro Dario Franceschini, promosso da 14 grandi città italiane per chiedere misure a favore dell’industria turistica, settore che più a lungo subirà le conseguenze negative di questa crisi da emergenza sanitaria.

“Durante il confronto con gli altri assessori sul rilancio del brand Italia, è emersa l’esigenza di puntare in particolare sul turismo di prossimità. Un’iniziativa alla quale il Comune di Genova sta lavorando già da tempo, attraverso azioni di marketing territoriale legate alla bellezza del paesaggio, all’offerta culturale e all’enogastronomia – spiega l’assessore Gaggero – Proseguiamo dunque il lavoro avviato prima dell’emergenza sanitaria con i comuni di Milano, Torino, Alessandria, Parma, confidando in un proficuo dialogo con il ministro Franceschini”.

Negli ultimi anni, si legge nel documento, la filiera turistica è cresciuta e sono aumentati i posti di lavoro, con una positiva ricaduta sui bilanci dei Comuni che, sempre più, hanno potuto contare sulle entrate derivanti dall’imposta di soggiorno, grazie alle quali sono stati erogati servizi essenziali anche per i cittadini (trasporto pubblico locale, manutenzioni, conservazione del patrimonio culturale etc).

Secondo Enit, nel 2018 il comparto turistico in Italia ha inciso per il 13,2% del PIL nazionale, per un valore economico di 232,2 miliardi di euro. Il turismo rappresenta il 14,9% dell’occupazione totale, con oltre 3,5 milioni di occupati. Le conseguenze di un collasso del settore sarebbero quindi gravissime, anche per le molteplici attività collegate al turismo (ristorazione, enogastronomia, strutture per il soggiorno etc.) e metterebbero a repentaglio anche la presenza delle imprese sui mercati internazionali.

Per ripristinare e rilanciare l’economia e la promozione dei territori, i 14 assessori hanno individuato 5 punti fondamentali:

1) Tutela alle imprese e ai lavoratori autonomi della filiera turistica: estensione della CIG in deroga, passando da nove settimane a 12 mesi. Sostegno emergenziale, per almeno 12 mesi e sgravi fiscali, per le professioni turistiche (guide turistiche, accompagnatori, animatori turistici, bagnini, guide naturalistiche, cooperative, etc.) e di tutte le professioni a carattere stagionale. Sgravi fiscali e sostegno collegato all’emergenza per le piccole imprese artigiane e a le professioni legate alle tipicità del territorio. Tutela di tutte le attività economiche che si svolgono nei territori a prevalente economia turistica.

2) Rilancio del brand Italia e redazione di un piano di comunicazione di area vasta, incentrato sul ruolo primario di ENIT e con il coinvolgimento attivo degli assessori in termini di ascolto e di proposta. Puntare sul turismo di prossimità e nazionale, in crescita negli ultimi anni, e che adesso sarà ancor più importante spingere anche solo come forma di sostegno solidaristica per il rilancio di un Paese che, nel momento del bisogno, dimostra di saper fare sistema.

3) Per la ripresa del settore, per i prossimi due anni detrazioni fiscali totali delle spese sostenute per il turismo in Italia.

4) Individuare criteri per erogare ai Comuni le risorse di un fondo speciale ad hoc costituito a copertura del mancato incasso per l’anno in corso dell’imposta di soggiorno

5) Interventi di sviluppo economico e della qualità della filiera. Lo sviluppo economico legato all’Industria del Turismo richiederà un focus particolare rispetto agli investimenti pubblici, oltre ad agevolazioni fiscali per i privati che investiranno su infrastrutture, tecnologia e proposte di viaggio compatibili con il tema della sicurezza, argomento dominante da qui in avanti. Le maggior parte delle amministrazioni ha rinviato o sospeso il versamento dei tributi locali per andare incontro alle imprese e ai cittadini ma per la ricostruzione del mondo del turismo, una tra le principali risorse del nostro Paese, è necessaria anche l’azione dello Stato.