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Coronavirus e lockdown, Spediporto: “Bisogna riaprire industrie il prima possibile”

"Serve liquidità immediata e meno burocrazia"

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Genova. “Non c’è alternativa, l’industria deve riaprire con prudenza ma il prima possibile”. A dirlo Giampaolo Botta, direttore Generale di Spediporto, l’Associazione Spedizionieri Corrieri e Trasportatori di Genova che rappresenta 586 aziende, 12.500 dipendenti

Il trend ordini è in picchiata: a febbraio si è registrato -1,9%, mentre a marzo un -7,6%, “con la produzione industriale ai minimi storici del 1978, che vede un caldo di -8%, e che ogni mese si ci fa perdere l’ 1,5% di pil per un totale di -6,5 ad oggi”.

Una situazione particolarmente grave in Liguria con oltre 18.000 lavoratori in cassa integrazione in due settimane. “C’è bisogno di immediata liquidità per preservare occupazione e pagare fornitori – spiega Botta – Con il DL 23/2020 la liquidità resterà virtuale se non si abbandona subito la strada della burocrazia. Ancora una volta la burocrazia lega mani e piedi all’Italia e alla logistica, ma questa volta si affonda”.

“La logistica non si è mai fermata, noi spedizionieri sempre operativi, ma la chiusura dei magazzini in import, i costi di gestione di milioni di contenitori ci faranno crollare sotto il peso dei costi – conclude – Non possiamo più sostenere le anticipazioni finanziarie a cui abbiamo abituato importatori ed esportatori ecco perché abbiamo bisogno che nelle tasche dei nostri clienti entri subito liquidità immediata che ci consenta di operare e garantire alle merci di circolare ed arrivare nelle case degli italiani”.