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Coronavirus, è boom per le biblioteche on line del Comune: disponibili 54 mila titoli

Il servizio è apprezzatissimo dai genovesi confinati a casa

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Genova. La cultura non si ferma e viaggia online. Se le biblioteche restano chiuse per l’emergenza sanitaria, la e-library delle Biblioteche di Genova Metropolitana (bi.G.met) funziona a pieno regime e registra un notevole incremento di utenti, di prestiti e di risorse fruite.

Oltre 54mila pezzi, tra e-book, audiolibri, corsi di lingue, file musicali e circa 1.800 pezzi di recente pubblicazione e destinati al prestito sono collocati negli scaffali virtuali dell’e-library di bi.G.met. Sul catalogo on line, a fianco alle tradizionali vetrine sulle novità per adulti e ragazzi, ne vengono pro-poste sempre di nuove dedicate agli e-book su tematiche di attualità, su specifici autori e generi letterari.

Dal raffronto tra lo scorso mese di marzo e lo stesso periodo dell’anno precedente, emergono dati in netta crescita. Ad esempio, il numero dei prestiti di e-book e audiolibri ha recentemente toccato quota 412, contro gli 80 del marzo 2019, facendo schizzare la percentuale a +415 per cento.

Lievita anche il numero complessivo delle risorse fruite (video, blog, banche dati, musica, corsi e learning etc.), inclusi download e streaming: dalle 139 del marzo 2019, si è passati alle 582 del marzo di quest’anno, con un incremento percentuale del 318,71 per cento. Sale anche il nume-ro di utenti della biblioteca digitale: 372, contro gli 81 del marzo dello scorso anno e, in questo ca-so, l’incremento è del 372 per cento. Infine, sono state 33.939 le consultazioni del catalogo online: un 66,28 per cento in più rispetto al marzo 2019, che aveva fatto registrare 18.607 accessi.

«Una crescita che conferma il nostro impegno costante per implementare la digitalizzazione delle offerte ai cittadini – commenta l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso – Grazie all’utilizzo sempre più performante della rete, la cultura può continuare a circolare e arrivare diret-tamente nelle case dei genovesi, anche in tempi di emergenza sanitaria».