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Coronavirus, come funzionano i prestiti da 25.000 euro: la risposta alle 10 domande più frequenti

Come fare per ottenerlo? Qual è il tasso di interesse? Quanto tempo ho per restituirlo? Abbiamo chiesto a Gianluca Guaitani (Abi) di rispondere in diretta alle domande dei nostri lettori

Genova. Nessun assalto alle banche, a differenza di quanto si temeva, ma sono già decine le persone che anche a Genova e in Liguria stanno chiedendo un prestito garantito dallo Stato per ripartire dopo l’emergenza coronavirus. È una delle misure previste dal decreto liquidità (scaricalo qui) dello scorso 8 aprile che sblocca risorse a favore di imprese e professionisti: non contributi una tantum o sgravi fiscali, ma somme di denaro che si possono ottenere subito e che tuttavia andranno restituite entro un certo arco di tempo. Il vantaggio è che, se questo non dovesse avvenire, i soldi ce li metterà il fondo centrale di garanzia.

C’è in particolare uno strumento su cui si concentra l’attenzione in questi giorni: il famoso “prestito da 25mila euro” (vedremo tra poco perché non è corretto definirlo così) destinato soprattutto ai piccoli imprenditori, ai commercianti, ai titolari di una partita Iva. Per capire meglio come funziona ci siamo fatti aiutare da Gianluca Guaitani, direttore commerciale di Banca Carige e presidente ligure di Abi (associazione bancaria italiana) che ha risposto in diretta Facebook ai dubbi del pubblico. Ed ecco quindi un decalogo con la risposta alle domande più comuni.

1) Chi può chiedere il prestito? Il prestito, come specificato dall’articolo 13 del decreto liquidità alla lettera m), è rivolto a piccole o medie imprese e alle persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni anche in forma individuale. Questa formula include tutti i possessori di una partita Iva e le società con meno di 250 dipendenti e fatturato annuo fino a 50 milioni di euro (o bilancio totale fino a 43 milioni).

2) Come fare per chiedere il prestito? Di base basta scaricare (qui) e compilare il modulo inserendo tutti i dati richiesti. Fondamentale è dichiarare attraverso una semplice autocertificazione che la propria impresa o attività è stata danneggiata dall’emergenza Covid-19 e indicare le finalità per cui si chiede l’importo. La domanda va poi inviata a una banca per e-mail insieme a una copia di un documento di identità valido. Non è necessario essere clienti, ma diventerà indispensabile aprire un conto corrente per la gestione del denaro. Il consiglio, per chi ha già un istituto al quale appoggiarsi, è quello di telefonare al proprio gestore o al direttore di filiale per spiegare la situazione e farsi guidare. Gli sportelli non sono sempre aperti al pubblico, ma i bancari sono comunque al lavoro. Il contatto personale, almeno a voce, è raccomandato.

3) Come faccio a dichiarare che sono stato danneggiato dall’emergenza Covid-19? Basta un’autocertificazione. Non è necessario dimostrare alcun calo di fatturato o di ricavi, perché il prestito si basa sui dati dell’anno precedente. In caso di false dichiarazioni accertate da controlli successivi, ovviamente, si corre il rischio di subire sanzioni e conseguenze penali.

4) Quali sono i requisiti per avere 25mila euro? Questo è il tetto massimo per quanto riguarda i prestiti garantiti interamente dallo Stato, cioè nessuno può ottenere più di quella cifra. In ogni caso il finanziamento non potrà superare il 25% dei ricavi dichiarati nel 2019. Per esempio: se l’anno scorso ho guadagnato 10mila euro posso ottenere al massimo 2.500 euro. Se i miei ricavi ammontavano a 100mila euro, allora potrò ottenere 25mila euro. Ma anche se avessi incassato un milione, non verranno erogati in ogni caso più 25mila euro. Perciò attenzione: se l’attività per cui si chiede il prestito ha un volume d’affari molto piccolo, la cifra concessa si riduce di conseguenza.

5) Quanto tempo deve passare prima di avere i soldi? In teoria, molto poco. Poiché la procedura è molto semplificata, e dato che le banche non devono aspettare il via libera dal fondo di garanzia, tra la fine dell’istruttoria e l’erogazione della somma passano in genere 24-48 ore. Qualche ritardo potrebbe verificarsi per la grande mole di pratiche che le filiali si troveranno a gestire, ma i tempi restano comunque molto più celeri rispetto a un normale prestito.

6) Qual è il tasso di interesse? Attenzione: non si tratta di un prestito a tasso zero. Almeno non per tutti. Infatti ogni banca stabilisce le regole all’interno di una normativa nazionale che fissa il tasso annuo massimo intorno all’1,8%. Per esempio, Banca Carige concede il prestito a tasso zero a patto di restituire la somma entro tre anni, mentre per gli anni successivi applica una percentuale crescente fino all’1,05%.

7) Quando dovrò restituire i soldi? Il decreto liquidità fissa una garanzia statale totale per i finanziamenti fino a un massimo di sei anni. Ma c’è una buona notizia: per i primi due anni non bisognerà restituire nulla. Si tratta del cosiddetto pre-ammortamento di 24 mesi: durante questo periodo si potrà disporre liberamente della cifra senza doversi preoccupare di pagare il debito. Le banche, però, pretenderanno durante questi due anni il versamento della quota di interessi dovuta (cifra comunque minima se non nulla nel caso di un finanziamento a tasso zero, vedi il punto precedente).

8) Se in passato sono stato insolvente, posso ottenere comunque il prestito? Ogni istituto potrà fare le proprie valutazioni sulla facoltà di concedere o meno il prestito, poiché si tratta comunque di somme di denaro che lo Stato deve garantire attraverso risorse pubbliche. Anche se non è prevista la valutazione del merito creditizio, chi è stato segnalato come cattivo pagatore al Crif (la centrale rischi della Banca d’Italia) o ha avuto problemi con la banca, difficilmente potrà ottenere il prestito. Inoltre la misura non è pensata per risolvere uno stato di crisi precedente all’emergenza coronavirus.

9) Se ho aperto la mia azienda o iniziato la mia attività quest’anno, posso ottenere il prestito? Sì, in questo caso il decreto prevede una semplice autocertificazione. In ogni caso il prestito non potrà superare i 25mila euro. Chi ha aperto l’attività durante il 2019 e quindi non ha ancora prodotto dichiarazioni né bilanci potrà produrre documentazione alternativa o, ancora, rilasciare un’autocertificazione. In caso di dubbi, meglio chiedere alla banca.

10) Se 25mila euro non mi bastano? Se non rientro tra i requisiti per questa misura? Il decreto ne prevede molte altre per diverse tipologie di attività economiche. A questo link è possibile leggere una panoramica semplificata, altrimenti il consiglio resta quello di valutare insieme alla banca se è possibile ottenere un finanziamento di altro tipo.