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Lettere al direttore

Coronavirus, “Basta con l’insopportabile linguaggio di guerra, noi curiamo non combattiamo”

La lettera aperta di un'infermiera al direttore di Asl 3 Luigi Carlo Bottaro

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che Laura Brusasco, infermiera del servizio delle Cure Domiciliari, ha indirizzato al Direttore Generale di Asl 3 Genovese Luigi Carlo Bottaro, per provare a riflettere sul linguaggio con cui si sta affrontando questa crisi sanitaria, e attraverso questo, preparare un dopo.

Lettera aperta al Direttore Generale ASL 3 Genovese
Dott. Luigi Carlo Bottaro

Buongiorno Dott. Bottaro,
mi chiamo Laura Brusasco attualmente in attivo presso il Servizio Cure Domiciliari Distretto 10.
Il 12 Aprile, giorno di Pasqua, ho ricevuto via Whats app (come tutti gli operatori ASL3) i Suoi auguri unitamente al ringraziamento per il lavoro fin qui svolto nell’ambito dell’emergenza sanitaria. Lavoro che Lei sottolinea essere svolto con coraggio, dedizione e abnegazione nonostante la paura e di cui Lei stesso si dimostra fiero.

Non nascondo che le Sue parole mi hanno fatto piacere: siamo umani e cediamo sempre un po’ alle lusinghe e spero le Sue siano sincere.

Avrà assistito anche Lei invece alle lusinghe molto ipocrite di cui siamo stati fatti oggetto: dalla stampa ai politici faziosi che non hanno perso occasione per usare il nostro lavoro ed impegno quale vetrina per le loro personalissime campagne. Questo dopo anni e anni in cui sulla nostra professione si sono riversate parole molto meno lusinghiere per non dire offensive e calunniose.

Le chiedo Dott. Bottaro di dimostrare ora, insieme a tutta la Dirigenza ASL 3, di essere seriamente e sinceramente dalla parte del personale sanitario.

In primis Le chiederei di intervenire riguardo l’insopportabile linguaggio attraverso cui viene narrata questa emergenza e con cui siamo ritratti noi operatori.

Sgombriamo il campo da malintesi: non c’è nessuna guerra in atto, così come non ci sono eroi, trincee, nemici, martiri, soldati, campi di battaglia.

Questo va chiarito molto bene perché l’unico scenario in cui ci troviamo è quello della CURA con professionisti che, nonostante le condizioni disastrose in cui versa la nostra sanità, non cessano di prestare la loro opera.

Il COVID 19 non è un nemico da sconfiggere, bensì una malattia da curare con strumenti adeguati: formazione del personale rapida ma di qualità, adeguati mezzi e dispositivi di sicurezza in attesa di cure mediche più certe.

Fossimo in guerra saremmo già stati armati fino ai denti e con le armi più sofisticate di cui siamo produttori ed esportatori. Non si può dire lo stesso dei DPI tanto per fare un esempio.
Siamo nella CURA ma trattati come un’armata Brancaleone di cui ci si può permettere di perdere pedine come soldati che la guerra l’hanno scelta per mestiere.

Noi no! Noi abbiamo scelto la Salute, la Vita, la Cura e su questi valori fondanti del nostro lavoro desideriamo rimanere e vi vogliamo al nostro fianco per ribadirlo con fermezza.
La cura dei pazienti passa attraverso la cura che si ha del personale, nella preoccupazione che tutto sia stato garantito affinché infermiere, infermieri e medici vengano preservati come un bene prezioso.

Sicurezza dei luoghi di lavoro e salute delle operatrici e degli operatori…. non vogliamo essere trasformati in martiri perché questa immagine legittima, e a torto, una visione fatalistica in conflitto con il nursing e con la scienza medica.
Con Anna Poggi nel cuore e sulla pelle!


Laura Brusasco