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"pessima situazione"

Coronavirus, allarme per la Liguria: il Governo taglia i fondi per la cassa integrazione

Maestripieri (Cisl): "Preoccupati per l'occupazione", Berrino: "Pessima situazione, in questo modo non possiamo soddisfare tutte le richieste"

Emergenza coronavirus a Genova: mascherine, strade deserte e negozi chiusi

Genove. “La notizia che il nuovo riparto nazionale sia sceso da quasi 82 a 65 milioni di euro e che quindi non permetterà di soddisfare tutte le richieste di cassa integrazione in deroga già presentate né, tantomeno, quelle che stanno ancora arrivando, ci fa temere per l’occupazione e l’economia della nostra Regione. Siamo preoccupati per il sostentamento dei lavoratori, ma anche per le aziende che rischiano di dover tagliare l’occupazione prima della ripresa dell’attività”. Lo dice Luca Maestripieri, segretario generale Ligure della Cisl.

“Dei fondi annunciati inizialmente – prosegue Maestripieri -, 4 milioni erano già stati trattenuti dal Ministero. Ora, secondo quanto ha comunicato il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo alla Regione, ne saranno sottratti alla Liguria altri 13. Gran parte della cifra ad oggi concessa è già impegnata per le domande al momento presentate. Lo sforzo del sindacato è massimo per soddisfare tutte le richieste che ogni giorno arrivano a ritmo di centinaia al giorno, il che lascia intravedere un aumento ancora consistente delle domande”.

“Capiamo che ci sono regioni focolaio che hanno bisogno di misure più consistenti di quelle già approvate ed è giusto che abbiano una cifra maggiore, ma non che questa vada sottratta ad un territorio martoriato come il nostro, messo già a dura prova dal crollo del ponte. Il Governo si era impegnato a trovare le risorse per coprire una situazione drammatica per le imprese del nostro territorio, ora deve reperirle e metterle a disposizione come si era impegnato a fare”.

“Genova e la Liguria sono in grave difficoltà per una serie di eventi pregressi che l’Esecutivo non può ignorare – conclude il segretario generale Cisl Liguria -. Tagliare ora i fondi per la cassa integrazione in deroga significherebbe lasciar morire un gran numero di aziende e, con esse, centinaia di posti di lavoro. Un colpo che la Liguria non potrebbe sopportare”.

“Una brutta notizia – ha commentato l’assessore regionale al lavoro Gianni Berrino – che ci mette in una pessima situazione perché quei 13 milioni di euro che ci vengono a mancare non ci permettono di soddisfare tutte le richieste di cassa che sono già arrivate in quanto, già ad oggi, siamo praticamente al completo delle risorse disponibili. Come ho scritto al ministro ad oggi abbiamo già una richiesta di 60 milioni di euro, considerando che all’appello mancano ancora molte domande delle aziende che con più di cinque dipendenti sottoscrivono accordi sindacali a corredo delle domande stesse e quelle delle aziende agricole prive di matricola Inps (possibili solo dalla metà di questa settimana), è evidente che la cifra erogata di 65 milioni sia del tutto insufficiente”.

La riduzione delle risorse erogate è individuabile in due fattori: in primo luogo dal fatto che sono stati trattenuti direttamente al ministero 400 milioni di euro a beneficio di tutte le aziende plurilocalizzate (quelle che hanno unità lavorative in più di cinque regioni e che quindi fanno richiesta di cassa integrazione in deroga direttamente al ministero), mentre il decreto di riparto prevede una sottrazione massima di 120 milioni, e in secondo luogo dal fatto che il ricalcolo rivisto dal ministero assegna alle tre regioni in cui le chiusure sono avvenute prima (Lombardia, Emilia Romagna e Veneto) un 1/3 in più del riparto nazionale: tre settimane aggiuntive rispetto alle nove che spettano alle altre regioni.

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