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Coronavirus, a Genova muore operatore in una casa di riposo, lavorava al San Camillo

La notizia resa nota dalla Uil, che si costituirà parte civile. L'uomo aveva 59 anni

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Genova. Pedro Garcia aveva 59 anni e una figlia piccola l’operatore socio sanitario dell’rsa San Camillo deceduto questa mattina a Genova Righi a causa del Covid-19. Si tratta di uno degli effetti più estremi della situazione di enorme criticità che sta interessando le case di riposo per anziani nell’ambito dell’emergenza pandemica.

A riportare la notizia il sindacato Uil, che da settimane denuncia, come altri soggetti, l’inferno delle rsa, anche in Liguria. “Dopo numerosi e disperati appelli alla struttura, alle istituzioni regionali e alla prefettura, non possiamo accettare questa morte sul lavoro come se fosse una tragica fatalità – dichiarano Mario Ghini e Riccardo Serri, rispettivamente segretari generali Uil Liguria e Uiltucs Liguria – La Uil si costituirà parte civile su questa assurda vicenda che è un esempio di come i soggetti citati hanno affrontato l’emergenza all’interno delle Rsa della Liguria”.

“Abbiamo chiesto con forza che si mettesse mano alla mancanza di misure di sicurezza personale, lo abbiamo chiesto a più livelli ma gli operatori socio sanitari e gli ausiliari sono stati mandati al fronte disarmati – continuano dalla Uil – Qualcuno dovrà pagare per essersi girato dall’altra parte, ma in queste ore il timore è quello che la conta dei decessi tra gli OSS possa crescere’. I medici e gli infermieri stanno facendo un grande lavoro, ma gli OSS che sono l’anello fragile della catena non vengono nemmeno contemplati tra la forza lavoro da proteggere e salvaguardare”.

Pedro Garcia è il secondo operatore sociosanitario a perdere la vita a Genova a causa del Covid. Nei giorni scorsi era morto un infermiere di 61 anni della Rsa Valpolcevera, Marco Offredi.

Le rsa per anziani in Liguria sono 230 e ospitano circa 12 mila persone, gli operatori in servizio sono 8 mila. Secondo i dati, non definitivi ma ufficiali, in mano ad Alisa e alla Regione, dal 20 di febbraio al 5 di aprile complessivamente si sono registrati 801 decessi, di questi 220 erano riportati a casi di Covid.

Anche la Cgil commenta la vicenda: “Da più di un mese la Cgil chiede alla Regione un cambio di passo per la tutela dei lavoratori nella sanità pubblica e privata – dicono dal sindacato – dieci giorni fa ci hanno promesso atti concreti e l’applicazione integrale del protocollo sulla sicurezza dei lavoratori del mondo della sanità nel suo complesso. Regione ed Alisa, anziché individuare subito procedure e strumenti efficaci, hanno iniziato uno stucchevole rimpallo di responsabilità. E nel frattempo si perdono ulteriori vite. Dopo le diffide inviate il mese scorso agli enti gestori che non applicavano le misure di sicurezza, valuteremo di agire in giudizio anche contro le istituzioni che hanno permesso questa ecatombe”.

La Cisl Liguria “piange l’operatore sanitario della Rsa San Camillo deceduto questa mattina e si stringe attorno alla famiglia del cinquantaduenne che aveva anche una figlia in tenera età. Vogliamo ricordare l’immenso lavoro che tutti gli operatori del settore, pubblici e privati, stanno facendo in questo periodo di grande difficoltà per la sanità messa sotto incredibile pressione dalla pandemia. Bisogna che le istituzioni si ricordino di loro adesso, offrendo tutti gli strumenti a loro tutela, ma anche quando questa tragedia sarà finita, riconoscendo anche economicamente l’impegno di ognuno, ciascuno per il proprio profilo lavorativo”.