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Conte frena Toti: “Riaperture il 27 aprile? Serve prudenza, chiudiamo la fase 1 in maniera armonica”

Il premier scettico sulla ripartenza anticipata, oggi la conferenza Stato-Regioni: sul tavolo anche il rinvio delle elezioni

Roma. Sulle aperture il 27 aprile – solo di alcune attività, quelle in condizione di rispettare i protocolli di sicurezza – si potrebbe essere anche pronti ma serve fare una riflessione: l’obiettivo è chiudere la fase 1 “in maniera armonica”. Lo avrebbe detto, secondo quanto riferiscono all’Ansa diverse fonti presenti alla riunione, il premier Giuseppe Conte nel corso della cabina di regia con gli enti locali.

Il premier quindi, pur nella consapevolezza che le aziende siano in sofferenza, avrebbe invitato alla prudenza su eventuali aperture anticipate. Richiesta che, secondo le stesse fonti, sarebbe stata sollecitata in particolare dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, mentre quello della Liguria Giovanni Toti proprio ieri ha parlato di una possibile ripartenza il 27 aprile non solo per i cantieri edili, ma anche per la nautica da diporto, la ristorazione, i servizi alla persona e le attività sportive all’aperto.

Nel corso della riunione è stato spiegato come nessuna decisione è stata al momento presa sulle aperture dei parchi mentre da Roberto Pella e Virginia Raggi, membri della delegazione dei Comuni, e dal presidente dell’Upi Michele De Pascale sarebbe arrivata la sollecitazione ad usare il “modello Ponte Morandi” per i cantieri.

Oggi intanto alle 15 si riunirà in videocall la conferenza Stato-Regioni. All’ordine del giorno ovviamente tutti i temi della fase 2, ma anche una proposta di emendamento al decreto legge che ha rinviato le elezioni regionali in autunno. Alcune regioni tra cui la Liguria chiedono infatti di inserire la possibilità che si possa votare a luglio, se l’evoluzione dell’epidemia lo consentirà.