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Cgil: “Spea lascia a casa tre tecnici, come se non ci fosse bisogno di controlli sulla rete autostradale”

Genova. Riceviamo e pubblichiamo dalla Cgil Liguria e dalla Fillea Cgil Genova.

“Siamo venuti a conoscenza che Spea, l’Azienda che per conto di Autostrade cura la manutenzione della rete ligure, ha deciso di non rinnovare il contratto di lavoro a tre tecnici impiegati sul nodo genovese. Nel nostro Paese le situazioni paradossali non sono una novità e questo ne è un esempio: da un lato l’ennesima inaugurazione della campata del nuovo Ponte di Genova e la sfilata di Autorità per cui la parola d’ordine è un piano di monitoraggio dello stato di salute delle infrastrutture autostradali per evitare ulteriori tragedie. Dall’altro, la Spea che decide di disfarsi di alcuni tecnici, nonostante si tratti di personale altamente qualificato che dovrebbe essere salvaguardato per implementare il più possibile le attività rispetto a quanto invocato dalla politica. Il personale di Spea, altamente qualificato, in un quadro di riorganizzazione complessiva del Gruppo oggi in atto, dovrebbe essere salvaguardato per implementare il più possibile la qualità e la quantità del lavoro svolto.

Proprio per questi motivi ci rivolgiamo alla politica affinchè intervenga su SPEA e Autostrade per l’Italia per far confermare i contratti di lavoro dei tecnici.

Non occorre ricordare quanto lavoro ci sarebbe da fare in Liguria dove sono presenti oltre la metà di viadotti, gallerie e cavalcavia di tutto il territorio nazionale. Mentre da un lato si richiama la necessità di un piano strategico per la manutenzione straordinaria delle infrastrutture, la società controllata da Autostrade per l’Italia, Spea, decide di depotenziare il proprio organico che ha mostrato tra l’altro competenza nella realizzazione di una attività di interesse generale.

Alla luce di ciò chiediamo un intervento della politica urgente e concreto per evitare che il nostro territorio perda ulteriori competenze soprattutto in un settore in cui le circostanze ci hanno mostrato essere necessario un potenziamento del personale preposto alla vigilanza e al monitoraggio delle infrastrutture”.