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Calcio, nuove regole: su fallo di mano e rigore maggior discrezionalità all’arbitro

Nuove regole per il calcio. Operative dalla prossima stagione, potrebbero essere utilizzate già per la ripresa. Se ci sarà.

Genova. Il regolamento cambia ancora. Nonostante il coronavirus blocchi tutto, il calcio mondiale pensa già alla stagione 2020/21 e si porta avanti con le modifiche al regolamento. L’Ifab, l’unico organismo deputato a deliberare le variazioni alle regole del gioco, ha comunicato le decisioni assunte a febbraio e ormai ufficiali.

Oltre a introdurre le modifiche future, l’Ifab si è anche detta soddisfatta delle novità di questa stagione. Segnala in particolare il ricorso ai cartellini per il personale in panchina e l’assenza di calciatori attaccanti in barriera.

Ma di cosa si parla per il 2020/21? Tre novità più importanti, alcune più piccole. La prima modifica riguarda il fallo di mano dell’attaccante: nel caso sia accidentale, sarà punito solo se da quel contatto discenderà una rete o una chiara opportunità per la sua squadra. Inoltre ora l’Ifab definisce il limite del braccio all’ascella, lasciando libera la spalla.

Sul rigore, invece, cambia parecchio per i portieri: in caso di violazione delle regole – tipicamente un portiere che, prima del calcio, si muova irregolarmente – il rigore sarà ripetuto solo nel caso in cui tale infrazione abbia un “evidente impatto” sul rigore. Prima, invece, ogni violazione del portiere comportava la ripetizione di un rigore non trasformato, sistematicamente. Inoltre dopo la prima infrazione di questo tipo il portiere sarà richiamato, anziché ammonito, e ammonito dalla seconda infrazione in poi. In caso di infrazioni contemporanee dell’attaccante che calcia il rigore e del portiere, inoltre, a essere punita con il provvedimento tecnico sarà l’infrazione dell’attaccante. Ultimo dettaglio sui rigori a fine partita: i cartellini gialli ricevuti durante la gara e quelli ricevuti durante i rigori – succede! – non si sommano più, limitando quindi il rischio di espulsioni a fine gara.

C’è poi una terza variazione, legata al Var: a parte i dettagli tecnici, l’invito è a usarlo di più. Più chiamate, più valutazioni tecnologiche. Più supporto a chi dirige quando la valutazione da fare è soggettiva e, quindi, più fallibile ma anche più semplice da supportare con un replay da fermo. Il bilancio del Var per l’Ifab è fin qui positivo, quindi la direzione rimane quella.

Qualche ritocco, poi, è stato piazzato qua e là nel regolamento. Pali e traverse potranno essere di forma diversa tra loro, ma rispettando le quattro possibilità; si è chiarito che il tocco di mano volontario di un difensore vale come “giocata volontaria” nelle valutazioni del fuorigioco (quindi “salva” l’attaccante); in caso che un fallo interrompa una promettente azione di gioco, ma l’arbitro conceda il vantaggio o una punizione battuta velocemente, nessun cartellino giallo per il difendente; ammonizione, invece, per il calciatore che non rispetta la distanza di quattro metri dalla rimessa dell’arbitro e per il portiere che giochi illegalmente una seconda volta il pallone; niente giallo, infine, se il portiere “alza” il pallone a un compagno che gliela passata di testa, per prenderla con le mani, almeno la prima volta.

Su fallo di mano e calcio di rigore l’impressione è che si sia dato più spazio alla discrezionalità dell’arbitro, risolvendo così il problema delle ricostruzioni dettagliate dell’accaduto. Conta molto l’impressione e il giudizio del direttore di gara, che non ha centimetro e millesimi di secondo a portata di mano. E questo, per i professionisti, si sposa bene con l’accelerata sul Var. Da capire, invece, l’impatto sul calcio dilettantistico. Solleverà certo altre contestazioni, ma affidare la norma all’interpretazione umana anziché alla matematica consente, ironicamente, maggior coerenza e uniformità.

Difficile capire quando saranno davvero operative queste nuove norme. Le variazioni alle regole del gioco entrano sempre in vigore il 1 giugno, salvo eccezioni mirate. La prosecuzione della stagione attuale oltre i termini previsti, però, dovrebbe spingere verso una posticipazione di fatto generalizzata a tutte le manifestazioni già avviate. L’Ifab ha espressamente previsto libertà di scelta per le singole federazioni che organizzano gli eventi su questo.