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Una fiaba al giorno su whatsapp, così due maestre genovesi parlano ai loro bambini ai tempi del Coronavirus

Una favola e un disegno in cambio, ma anche spunti per attività pratiche: è l'idea di due sorelle e insegnanti della scuola Stalder di Sturla. Che potrebbe diventare virale

Genova. La normalità è il disegno di un bambino, un rito quotidiano fatto insieme – anche a distanza – una fiaba della buonanotte letta a bassa voce. Essere bambini ai tempi del Coronavirus, a Genova, nell’idea venuta a Maura e Paola Griggi, insegnanti in una scuola d’infanzia comunale di Genova, villa Stalder, a Quarto, significa prendere in mano lo smartphone e – anziché usarlo per leggere sui social l’ennesimo contenuto allarmistico – iniziare a leggere una storia.

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“Abbiamo deciso di leggere ogni sera un albo illustrato della buonanotte ai nostri bambini – raccontato le due sorelle e maestre – registrando un video e inviandolo ai genitori della scuola che faranno scattare una catena, chiederemo poi ai bambini di restituirci un disegno e una riflessione ispirati alla storia, saranno i loro genitori a inviarci tutti gli elaborati con una fotografia”.

La prima storia su whatsapp è già partita. E’ Maura, nella cucina di casa, a prendere un libro illustrato, inforcare gli occhiali da vista, e a iniziare a leggere una fiaba dal titolo “E le farfalle fanno le puzzette?”. Ma non è finita, subito dopo la fiaba entra in gioco il momento didattico. Paola ha registrato un altro video in cui spiega ai bambini l’importanza di lavarsi bene le mani, anche prima di andare a dormire, e con un piccolo tutorial a base di sapone e disinfettante, ricorda a grandi e piccini come si fa.

Oltre alla storia, infatti, ogni giorno, le due insegnanti invieranno appunto un video di presentazione di un “Materiale Montessori” e di varie attività montessoriane di “vita pratica” in modo da non interrompere i progetti didattici dell’anno in corso.

“Il nostro auspicio – dicono le sorelle Griggi – è che oltre ai nostri bambini questa idea possa essere messa in pratica da tanti altre insegnanti in modo da rendere attivo l’apprendimento anche in questi giorni di pausa obbligata”.