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Smart working ma non solo, ecco le richieste dell’Usb funzioni locali per rallentare diffusione coronavirus

Chieste disposizioni sia a livello di permessi, sia a livello di attuazione delle direttive di prevenzione

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Genova. L’Unione sindacale di base Funzioni locali della Liguria chiede un’assunzione di piena responsabilità non solo da parte dei lavoratori, ma anche dei datori di lavoro, per rallentare la diffusione del coronavirus.

Per l’Usb occorre estendere con effetto retroattivo ai lavoratori con gravi patologie, lavoratori con figli minori e lavoratori residenti nelle zone rosse/arancioni, il fatto che i periodi di assenza dal servizio dei dipendenti delle amministrazioni, costituiscono servizio prestato a tutti gli effetti di legge.

Inoltre il sindacato chiede di permettere la possibilità di lavorare da remoto attraverso lo strumento dello smart working: “In questo caso – si legge nella nota – è evidente che l’obiettivo assegnato non può essere e non deve essere la produttività ma il contenimento del contagio. Tale obiettivo deve essere calibrato in modo che il raggiungimento dello stesso consideri l’attuale momento di profondo disagio”.

Altra richiesta è di diffondere un’informativa a tutti i lavoratori sugli istituti previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro di usufruire di permessi personali, congedi parentali e aspettative, accompagnata dalla massima disponibilità a concederli in tempi rapidi e attivare nei casi più gravi l’istituto delle ferie solidali, limitatamente alla attuale emergenza.

Viene anche chiesto di permettere ai dipendenti di accumulare un debito orario almeno fino a 72 ore da recuperare nei termini che l’Amministrazione stabilirà insieme alle Rsu quando l’emergenza sarà superata, ma anche di dotare immediatamente i lavoratori di tutti gli strumenti atti a contenere il virus, sanificare le auto di servizio comuni a più persone e anche di vietare l’utilizzo di ascensori salvo per chi ha difficoltà motorie.

Tra le altre richieste anche la sospensione di utte le riunioni di lavoro, il mettere in atto disposizioni per assicurare la distanza di almeno un metro tra i colleghi che condividono gli spazi di lavoro, regolamentare l’utilizzo delle macchinette caffè e alimenti, attivare l’assistenza del medico del lavoro, con la possibilità di eseguire tamponi su richiesta dei lavoratori, assumere particolari disposizioni in tutti gli uffici aperti al pubblico, nel rispetto delle norme indicate, quando si incontra l’utenza, limitare al massimo gli spostamenti da e verso altre sedi dello stesso Ente.

Il sindacato afferma che riterrà responsabili le Amministrazioni, qualora non dovessero mettere in atto tempestivamente tutte le soluzioni possibili a contenere l’infezione.

 

 

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