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“Se non mi ammazza il coronavirus mi ammazza la solitudine”, così gli anziani affollano le farmacie

Il racconto di MariaJose Bruccoleri: "Molti non vengono qui solo per comprare medicine, ma anche perché cercano sostegno morale"

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Genova. Tutti in coda, ordinatamente, come ormai si vede da giorni in ogni quartiere con una buona concentrazione di negozi. Tra le poche saracinesche alzate – in via Sestri non sono poi così rare – ci sono quelle sormontate dalle insegne a forma di croce verde. “Siamo il primo riferimento dei cittadini, che purtroppo sono molto spaventati. Vengono qui a cercare medicine e mascherine, che però non ci sono. Ieri me n’è arrivato un pacco da cento, sono andate esaurite in cinque minuti”.

MariaJose Bruccoleri è una giovane farmacista, oltre che consigliera comunale di Italia Viva, ex Lista Crivello. Il suo esercizio affacciato sulla via dello shopping sestrese è un punto di osservazione privilegiato sulla vita in strada ai tempi del coronavirus. Ma in questi presidi della salute non si viene solo per comprare. “Ogni giorno vengono qui tanti anziani, persone sopra i 65 anni, che cercano un sostegno anche morale. Molti mi dicono: se non mi ammazzerà il coronavirus mi ammazzerà la solitudine“. 

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Proprio lei era finita al centro di una furiosa polemica per aver postato su Facebook, lo scorso 13 marzo, una foto che mostrava la folla in via Sestri nonostante i divieti imposti dal Governo. Molti sostenevano (a torto) che quell’immagine fosse artefatta o troppo vecchia. Ieri altri scatti online sempre nella stessa zona hanno suscitato la reazione del sindaco Bucci che ha parlato di “assembramenti”.

Oggi la strada tra le 10.30 e le 11 non era certo deserta. Molte persone erano chiaramente in attesa di entrare nei vari negozi per fare acquisti e la polizia locale si limitava a effettuare controlli a campione con una pattuglia che periodicamente si allontanava dalla postazione fissa per ricordare i divieti in vigore con l’altoparlante. La verità, insomma, potrebbe stare nel mezzo. “Del resto questa è una delegazione particolare – commenta Bruccoleri – perché qui vivono molte persone. Ci sono diverse farmacie, cinque supermercati, almeno tre alimentari. Inevitabile che il passaggio ci sia, anche se ridotto”.

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Intanto la coda fuori dal negozio sfila ordinata e regolare. All’interno c’è chi si prodiga a far rispettare tutte le distanze. La verità è che in farmacia si viene anche per cercare un po’ di compagnia, “e questo è un problema che prima o poi andrà affrontato”, osserva Bruccoleri. Una testimonianza che stride coi facili giudizi di condanna per quei signori coi capelli bianchi che escono più volte al giorno con la scusa di un piccolo acquisto, a volte inutile, o anche solo di un breve contatto umano. Per non sprofondare nel nulla della solitudine.