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Scuole chiuse per coronavirus, la protesta delle cooperative a Tursi: “Non tagliateci lo stipendio”

Con lo stop alle lezioni rischiano ripercussioni sul salario: "Non siamo lavoratori di serie B"

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Genova. “Con la chiusura delle scuole a causa del coronavirus rischiamo pesanti ripercussioni sul salario. Ancora una volta in nome dell’emergenza si fanno pagare i lavoratori”. A palazzo Tursi sbarca la protesta dei lavoratori delle cooperative socio-educative che in questi giorni sono rimasti a casa insieme agli studenti. Usb ha organizzato un presidio fuori dalla sede del Comune e chiesto un incontro coi capigruppo, poi i lavoratori hanno presenziato in sala rossa con lo striscione “Lavoriamo nel disagio per trasformarlo, non per subirlo”.

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“Il provvedimento di chiusura – scrivono i sindacalisti – comporta inaccettabili conseguenze sullo stipendio dei lavoratori dei servizi educativi, sociali e di integrazione scolastica che operano nei numerosi appalti. Siamo perfettamente consapevoli della necessità di tutelare la salute pubblica, ma non sono ammissibili trattamenti differenziati rispetto ad altri lavoratori. Non vogliamo essere considerati ancora una volta di serie B rispetto alle garanzie e alla tutela dei diritti”.

La richiesta, dunque, è quella di riconoscere “la normale giornata lavorativa e il salario pieno senza penalizzazioni nelle retribuzioni per tutto il periodo di chiusura per l’emergenza coronavirus”.

Il tema è stato anche al centro di un’interrogazione presentata dalla consigliera del Pd Cristina Lodi. “Siamo stati tutti colti alla sprovvista, è un’emergenza imprevedibile – ha risposto l’assessore Pietro Piciocchi -. Assicuro il massimo impegno dell’amministrazione per cercare di individuare soluzioni tecniche che consentano di seguire l’esempio di altre città. Mi riservo di interloquire con colleghi di altri comuni per capire come si sono comportati. In questo momento non ho la soluzione del problema, ma conto di trovarla nelle prossime ore”.

Ieri anche i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil di categoria e si erano occupati della vicenda sollevando la questione della regolarità delle retribuzioni.

“Con il sindaco si è discusso degli appalti comunali che per effetto dell’ordinanza regionale sono fermi dal lavoro e in assenza di retribuzione – dicono Igor Magni, Marco Granara e Mario Ghini, segretari generali Cgil e Cisl Genova e segretario Uil Genova e Liguria – Il sindaco si è impegnato a convocare le organizzazioni sindacali confederali e le rispettive categorie coinvolte dicendosi disponibile, per quanto di competenza comunale, a cercare una soluzione verificandone la fattibilità. È evidente come questa situazione eccezionale imponga misure di supporto all’economia straordinarie, ed è per questo che Cgil Cisl Uil hanno chiesto un intervento al primo cittadino di questo Comune”.