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Regionali Liguria, l’alleanza Pd-M5s è fatta ma manca il candidato: Sansa perde quota

Il segretario regionale del Pd Farello: "Per la prima volta si avvia un percorso sulla base non di un’emergenza ma sulla base di una vera strategia politica"

Genova. “L’alleanza è fatta, ora basta solo trovare il candidato e poi vincere le elezioni”. Un’esponente genovese del Pd, non privo di ironia, commenta l’episodio finale della lunga serie legata all’avvicinamento tra Movimento 5 Stelle e centrosinistra in vista delle prossime elezioni regionali in Liguria: il voto su Rousseau a favore dell’alleanza.

Scherzi a parte, il candidato ancora non c’è. E se è vero che i partiti sono soliti ricordare che prima vengono i programmi e poi i candidati, i giochi sul nome di chi si troverà a sfidare Giovanni Toti per conto di una coalizione molto allargata sono ancora totalmente aperti.

Dopo il “vaffa” di qualche settimana fa, le quotazioni di Ferruccio Sansa sono in netto calo. Il giornalista, che ha avrebbe fatto storcere il naso a non pochi all’interno di entrambi gli schieramenti, avrebbe fatto adirare soprattutto i vertici romani del Movimento 5 Stelle che, a questo punto, potrebbe bocciare il suo nome se venisse messo sul tavolo (e il condizionale è d’obbligo) dal Pd.

Sarà anche per questo che nelle ultime ore da “Sfidare i cambiamenti”, una rete di persone che dall’inizio hanno espresso il loro endorsement a Sansa, è arrivato l’ennesimo appello a sceglierlo come candidato. “Un programma ambizioso ha bisogno di uomini nuovi e credibili. Per questo il nostro gruppo pensa che Ferruccio Sansa sia la figura adatta ad affrontare e vincere la sfida – si legge – il suo percorso personale evidenzia autonomia e correttezza, coniugate a una profonda conoscenza del territorio e delle sue problematiche. La persona giusta per avviare la costruzione di una nuova classe dirigente di questa regione. Ci auguriamo quindi che le forze politiche della Coalizione convergano nel designarlo quale candidato Presidente”.

Paradossalmente il toto-candidati vede in vantaggio il rettore dell’Università di Genova Paolo Comanducci, mai sondato ufficialmente, e l’ex presidente di Ingegneria Aristide Massardo, autocandidato con la sua lista Oltre. Ma in ambienti dem non si escludono “sorprese”. Quello che sembra chiaro è che il Movimento 5 Stelle, dal canto suo, non abbia grandi proposte da mettere sul piatto e che quindi si troverà a valutare quelle del campo progressista.

Intanto il segretario regionale ligure del Pd Simone Farello commenta l’alleanza faticosamente raggiunta: “Si tratta di un fatto politico rilevante, per la prima volta Movimento 5 Stelle e centrosinistra decidono di avviare un percorso di alleanza sulla base non di un’emergenza come potevano essere le elezioni in Umbria o il caos scatenato dopo la vicenda Papeete, ma sulla base di una vera strategia politica”, dice.

“Questa strategia si tratta di un fatto politico nuovo che rende credibile che possa esserci un’alternativa al centrodestra in una competizione basata su schemi maggioritari”, continua Farello. Ancora nessun contatto ufficiale con gli esponenti pentastellati. “Ma credo che ci sentiremo e chiuderemo tutto nei prossimi giorni, non possiamo aspettare oltre”, conclude.