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Perché le squadre del Nord Italia storicamente hanno vinto di più?

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Il dibattito circa la questione è da sempre accesissimo e mette in disaccordo vaste schiere di tifosi. Eppure, dietro alla natura sportiva del fatto c’è dell’altro. Dati alla mano, è facile chiedersi perché le squadre del Nord Italia abbiano vinto di più rispetto a squadre del Centro e Sud Italia.

Fattori sociali, politici, economici sono sempre entrati nel mondo dello sport con una certa veemenza. In qualsiasi Paese e regione del mondo, lo sport aiuta i più giovani a fare società, ad imparare regole, a responsabilizzarsi, ma ad alti livelli aiuta anche lo sviluppo del turismo e del commercio. Vale tuttavia anche il viceversa: laddove i fattori prima citati non aiutano, sarà più difficile vincere e quindi ampliare la propria sfera di influenza.

E’ il caso del calcio in Italia, letteralmente dominato nel corso degli anni da squadre del Nord a discapito del resto. Presentiamo qua di seguito dati che lo dimostrano: sono ben 186 gli scudetti vinti da squadre del Nord, su un totale di 203 assegnati secondo diverse modalità nella storia della Serie A. Ma possiamo proseguire con la Serie B, campionato vinto 51 volte su 95 dal Nord. Quali possono essere le motivazioni di questa discrepanza?

Motivi storici ed economici

Storicamente è noto il divario che sussiste tra il Nord Italia e il Sud Italia a livello economico. I motivi sono davvero troppi e servirebbe un articolo a parte per descriverli. Ci limitiamo a considerare che nel corso dei secoli l’Italia del Nord ha vissuto momenti di rapida espansione industriale ed economica, soprattutto prima del raggiungimento dell’unità nazionale.

Queste diversità permangono tutt’ora, seppur si siano ridotte, ed hanno inevitabilmente influenzato anche il mondo dello sport. Da sempre le squadre del Nord hanno avuto accesso a maggiori fondi e finanziamenti, derivati da disponibilità economiche più alte rispetto ai contesti socio-culturali del Meridione. Più fondi significa maggiori chance di acquistare grandi giocatori in grado di fare la differenza: perfino squadre di Serie B, come il Venezia Calcio, hanno attirato l’attenzione di grandi investitori dall’estero e stanno tentando di risalire in Serie A.

C’è da considerare, però, che il divario si sta riducendo, anche grazie all’avvento di investitori esterni o di operazioni di mercato vantaggiose, che in passato non era possibile fare con facilità.

Difficoltà logistiche, impianti carenti

In parallelo agli aspetti economici, vi sono da considerare le difficoltà legate a impianti sportivi carenti (o comunque inferiori agli standard che il Nord ha potuto permettersi nel tempo) e alla logistica, con una rete stradale in condizioni spesso precarie. Le amministrazioni comunali, avendo a disposizione meno fondi, non possono permettersi di risolvere il problema e ciò entra a far parte di un circolo vizioso.

Sono stati fatti alcuni tentativi di portare il calcio internazionale al Sud Italia: basti pensare alle partite della nazionale azzurra giocate al San Nicola di Bari. Tuttavia, resta un grande limite per il calcio al Sud, che non giova né alle squadre, né alle tifoserie e di conseguenza all’immagine delle società.