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“Meglio stare a casa, c’è il coronavirus”, ma ecco la folla in Corso Italia per lo ‘struscio’ della domenica fotogallery

Lo sdegno vale solo per i turisti e i ragazzi della movida?

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Genova. Non solo migliaia di turisti in fuga dalla virulenta Pianura Padana, non solo centinaia di giovani ‘disubbidienti’ nella calca della movida nei vicoli, ma anche decine di genovesi ‘diversamente giovani’ gomito a gomito nel salotto buono di Genova. Come se niente fosse.

Corso Italia e coronavirus

Ed è così che in una non ordinaria domenica mattina, mentre in tutto il paese si susseguono gli appelli al buon senso e alla collaborazione civile, centinaia di persone hanno preso d’assalto Corso Italia, in quella può essere considerata la “movida della domenica mattina”, tra mercatino e il classico “salto al bar” per la colazione o per lo stuzzichino prima di pranzo.

E pensare che il target medio di questa genovesissima abitudine è proprio quello che statisticamente è più a rischio per il covid-19, che in questi giorni sta colpendo soprattutto la fascia più anziana della popolazione, talvolta, purtroppo, con esiti anche drammatici.

Tutto a norma di legge, intendiamoci: nel decreto governativo emesso la scorsa notte non è stato (ancora?) imposto nessun divieto per lo “struscio” e i due passi in riva al mare. Certo è che gli appelli alla buona condotta consapevole e lo sdegno veicolato dai social vale per tutti, per i turisti “foresti”, per gli indisciplinati “zuenotti” ma anche per i “scignôri e scignue da doménega”.