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Il nuovo calendario

La cultura ai tempi del Coronavirus, Palazzo Ducale riapre e riprogramma le attività

“Riprendiamo con grande speranza, sicuri del ruolo che Palazzo Ducale può ricoprire nella vita della città e della regione”

Genova. Riprendiamo con grande speranza, sicuri del ruolo che Palazzo Ducale può ricoprire nella vita della città e della regione”.  Il direttore, Serena Bertolucci  lancia un messaggio forte alla città in occasione della riapertura del Palazzo dopo la settimana di stop forzato per evitare rischi di contagio.  Un gesto simbolico culminato nell’invito ai genovesi a una visita straordinaria del Salone del Maggior Consiglio. Un invito al quale hanno risposto una decina di genovesi, d’altra parte la giornata di pioggia con tanto di allerta meteo non invogliava ma per chi ha partecipato si è stratto, comunque di un momento interessante di riscoperta della città.

Lo stop delle attività, però, non è stato semplice e, oltre alla perdita di visitatori che in questa settimana hanno disdetto le prenotazioni, c’è stata anche la necessità di riprogrammare tutti gli appuntamenti. Per la Fondazione, quindi si apre una nuova sfida ma: “La cultura come fattore di crescita e di innovazione può fare la differenza – ha ricordato Bertolucci – e per questo Palazzo Ducale non si sottrae all’ennesima impegnativa sfida con la certezza che  con l’aiuto di tutti si potrà vincere”.

Per quello che riguarda la rimodulazione delle mostre, quindi, è stata decisa la proroga di Anni venti in Italia. L’età dell’incertezza (fino al 22 marzo), Il secondo principio di un artista chiamato Banksy e di Hitchcock (fino al 13 aprile).

Dal 10 aprile al 6 settembre l’Appartamento del Doge del Ducale ospiterà l’antologica di Ferdinando Scianna, una delle figure di riferimento della fotografia contemporanea internazionale. Saranno esposte 180 opere in bianco e nero, divise in tre grandi temi Viaggio, Racconto, Memoria per ripercorrere oltre 50 anni di carriera del fotografo siciliano.

Nel trentennale dell’inizio dell’attività di street artist di Obey, dal 23 aprile al 6 settembre nella Loggia degli Abati aprirà la mostra Obey. Make Art no War di Shepard Fairey, meglio noto con lo pseudonimo Obey. L’esposizione sarà l’occasione per conoscere il lavoro di questo artista, la cui fama a livello mondiale è legata alla realizzazione del manifesto con l’immagine stilizzata in quadricromia di Barack Obama, dal titolo “Hope”, divenuto nel 2008 l’icona della campagna elettorale del futuro presidente degli Stati Uniti.

Il 30 aprile sarà la volta del grande omaggio all’artista ligure Raimondo Sirotti. Il progetto espositivo a lui dedicato si declinerà su due sedi: Palazzo Ducale e Villa Croce, così da offrire per la prima volta al pubblico una retrospettiva sulla sua intera produzione, che coprirà un arco cronologico di circa sessant’anni, a partire dall’immediato dopoguerra fino alle ultime tele. Entrambe le mostre chiuderanno il 7 giugno.

La grande e attesa mostra Michelangelo. Divino artista aprirà i battenti l’8 ottobre 2020 fino al 24 gennaio 2021 nell’Appartamento del Doge. In mostra oltre a due eccelse sculture in marmo di Michelangelo, la Madonna della Scala (1490 circa), capolavoro giovanile dell’artista conservato in Casa Buonarroti a Firenze e il monumentale Cristo redentore (1514-1516), conservato nella chiesa di San Vincenzo Martire a Bassano Romano (Viterbo), saranno esposti circa 60 tra disegni autografi e fogli del carteggio di Michelangelo, delle rime e altri suoi scritti originali, in gran parte conservati nella Casa Buonarroti.

Per la prima volta in Liguria e tra i primi esempi a livello nazionale la mostra dilaterà i propri confini verso altre città, sulle tracce di una delle frequentazioni più importanti di Michelangelo, Giulio II che come Sisto IV, apparteneva alla famiglia Della Rovere di origine savonese. Questa esposizione sarà quindi il mezzo per la promozione e la riscoperta di autentici tesori nascosti, monumenti, palazzi e opere d’arte sparsi sul territorio regionale; una mostra quindi che non catalizza esclusivamente verso di sé il patrimonio storico artistico, ma che diventa motivo di ricerca di quel patrimonio, dando al proprio visitatore un motivo per spostarsi e conoscere.

Per quanto riguarda il calendario degli incontri e dei cicli, a causa delle difficoltà di spostamento dei relatori, la programmazione subirà qualche variazione: in particolare il Festival di Limes (previsto dal 6 all’8 marzo) è rinviato al 22-23-24 maggio prossimi. Il ciclo d’incontri Genti del passato. Archeologia in Liguria(previsto dal 3 al 24 marzo) a cura di Vincenzo Tinè, in collaborazione con Auser, Università popolare dell’età libera – Genova è, invece, annullato.

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