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Il coronavirus uccide Vittorio Gregotti, l’architetto che progettò il nuovo stadio Ferraris

Il ricordo di Toti: "Grazie maestro, conserveremo i tuoi gioielli e vinceremo questa battaglia anche per te"

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Milano. È morto questa mattina a Milano l’architetto Vittorio Gregotti. Aveva 92 anni ed era ricoverato per una polmonite da coronavirus A darne notizia è stato su Facebook il genovese Stefano Boeri, il presidente della Triennale, padre del progetto del futuro parco sotto il nuovo ponte.

Gregotti, tra le altre cose, aveva progettato il nuovo stadio Luigi Ferraris negli anni Novanta. “Addio a Vittorio Gregotti, maestro dell’architettura, ambasciatore italiano nel mondo e papà del nostro stadio Ferraris a Genova. Grazie maestro, custodiremo i tuoi gioielli e vinceremo questa battaglia anche per te”, lo ricorda il presidente ligure Giovanni Toti

“Ci lascia un grande uomo – aggiunge l’assessore alla Cultura e allo sport Ilaria Cavo – che, con l’architettura, ha inciso sulla cultura del nostro paese e anche delle nostra regione: ha progettato il piano regolatore portuale di Savona, il centro Kennedy della Spezia fino allo stadio Luigi Ferraris, uno dei simboli di Genova. Lo ricorderemo con l’auspicio, ancora più forte e sentito, che il suo stadio, questa bella eredità che ci ha lasciato, possa presto ritornare a vivere”.

Nato a Novara nel 1927, si è laureato nel 1952 al Politecnico di Milano ed e’ stato docente ordinario di composizione architettonica all’Istituto universitario di architettura di Venezia. Per la Triennale di Milano è stato responsabile della sezione introduttiva nel 1964; dal 1974 al 1976 e’ stato direttore delle arti visive ed architettura della Biennale di Venezia.

Tra i suoi libri ”La citta’ visibile” (Einaudi), ”Cinque dialoghi necessari” (Electra), ”L’architettura dell’ espressionismo” (Fabbri), ”New directions in Italian Architecture” a New York. Gregoretti ha curato anche la rubrica ”Architettura” per il settimanale Panorama, collaborava al Corriere della sera e ha diretto le riviste ”Rassegna” e ”Casabella”.