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Ex Ilva, forse mercoledì l’accordo tra Governo e Mittal. Sindacati ancora “fuori dalla porta”

Futuro incerto per Taranto tra ambientalizzazione parziale e possibilità per Mittal di uscire a fine anno. Cosa ne sarà di Genova?

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Genova. Potrebbe arrivare mercoledì l’accordo tra Governo e Mittal sulle gestione futura degli stabilimenti ex Ilva. Secondo quanto trapela ci sarebbe un possibile testo su ipotesi di accordo su cui lavorare nei prossimi mesi che ha un obiettivo preciso che accontenterebbe al momento entrambe le parti. Quello di evitare le conseguenze di una sentenza da parte del tribunale di Milano che – senza l’accordo appunto -ha fissato l’udienza per venerdì 6 marzo.

L’accordo prevede in sostanza l’ingresso dello Stato accanto a Mittal e l’ambientalizzazione di Taranto con l’introduzione dei forni elettrici da affiancare a quelli a ciclo integrale e la possibilità per Mittal di uscire dagli stabilimenti con una penale di 500 milioni se le condizioni previste dall’accordo non si realizzassero. Probabile che l’accordo prevede anche uno sconto per l’affitto per Mittal.

Contrari all’accordo sono il governatore della Puglia Emiliano e soprattutto il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci che oggi ha diffuso una nota congiunta insieme ai deputati del M5S Giovanni Vianello, Alessandra Ermellino, Giampaolo Cassese e Rosalba De Giorgi, il deputato del Pd Ubaldo Pagano e l’europarlamentare del M5S Rosa D’Amato in cui chiede un accordo di programma sul modello Genova, con lo stop alle fonti inquinanti o chiusura definitiva dello stabilimento siderurgico.

In tutto questo i sindacati restano esclusi dalla trattativa.”Siamo preoccupati perché siamo tenuti costantemente fuori dalla porta – commenta il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro – ma è chiaro che quando queste voci diventeranno carta dovranno dirci cosa intendono fare perché se pensano in questa fase incerta di allargare la cassa integrazione a Genova si sbagliano. Il nostro accordo di programma non si tocca”.