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Lutto

E’ morto Tonino Conte, fu il padre del Teatro della Tosse fotogallery

L'annuncio dal figlio: "Non ci sarà funerale, mio padre non lo avrebbe voluto"

Tonino Conte

Genova. E’ morto oggi pomeriggio a 84 anni Tonino Conte, regista italiano fra le figure più importanti del mondo culturale genovese – e non solo – per avere tra le altre cose fondato il Teatro della Tosse. Conte era nato a Napoli il 13 giugno 1935 ma si era trasferito a Genova con la famiglia a 3 anni. A dare la notizia della sua morte il figlio Emanuele, con un messaggio sui social network. “Non ci sarà funerale, secondo suo desiderio”, ha scritto. Cordoglio anche da parte della compagna Maria De Barbieri insieme a tutto il suo Teatro della Tosse.

Nel 1959 era entrato come direttore di scena nella compagnia teatrale “La Borsa di Arlecchino”, diretta da Aldo Trionfo, diventando amico di Emanuele Luzzati e Giannino Galloni. Nel 1975 ha fondato con Luzzati, Trionfo, Giannino Galloni, Rita Cirio e un gruppo di attori il Teatro della Tosse, di cui ha conservato la direzione artistica fino al 2007, anno in cui ha passato appunto il testimone al figlio.

Nel settembre 2005 gli viene conferito il Grifo d’Oro dalla Città di Genova e nel 2007 il Premio Vallecorsi per il Teatro. Conte fu tra i primi registi teatrali a concepire il teatro attraverso spettacoli in grandi e inconsueti spazi all’aperto, da Forte Sperone alla Diga Foranea all’ex capannone industriale della Fiumara, cifra caratteristica dell’attività del teatro della Tosse. La sua lunga carriera teatrale era iniziata nel 1968 all’insegna della patafisica, con la regia dell'”Ubu Re” di Alfred Jarry, un personaggio-simbolo di scanzonata ma inarrestabile rivoluzione che tracciò fin dal principio il segno di tutta una vita dedicata all’invenzione e al gioco.

Quando il vescovo di Genova monsignor Dionigi Tettamanzi nella primavera del 1995 venne ad incontrare la comunità di quella parte di centro storico dove la Tosse ha casa , si organizzo’ un incontro con la cittadinanza nella Chiesa di San Salvatore, in piazza Sarzano. Don Carlo, il parroco, prego’ Tonino Conte di intervenire. “Monsignore le confesso che io non vado molto in Chiesa. E non ci vanno molto nemmeno le persone che lavorano con me, nel teatro di Sant’Agostino, nella sartoria e nel laboratorio. Però lavoriamo, lavoriamo molto, dal mattino alla sera. E con il lavoro abbiamo insegnato a recitare, a cucire, a far di conto e a costruire con il legno e la tela tanti giovani. Che qualche volta si sono sposati, hanno preso casa qui vicino, hanno avuto dei figli. Ecco eminenza, la nostra preghiera è il lavoro, il lavoro di tutti noi insieme”.