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Coronavirus, Toti sul caso Villa Scassi: “Nessuno è morto perché non ha ricevuto cure adeguate” fotogallery

La risposta del governatore dopo la testimonianza choc: "Capisco il dolore degli operatori sanitari, ma abbiamo dato un'opportunità a tutti"

Genova. “Nessuno non ce l’ha fatta perché non ha avuto cure appropriate negli ospedali”. Così il presidente ligure Giovanni Toti risponde alle testimonianze raccolte da Genova24 di due medici dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena che in forma anonima hanno denunciato di essere stati costretti a negare la terapia ad alcuni pazienti per mancanza di supporti respiratori adeguati.

I testimoni che abbiamo interpellato hanno raccontato precisamente di “anziani morti nei corridoi sulle barelle” e nel messaggio vocale che abbiamo pubblicato un altro medico del pronto soccorso del Villa Scassi dice: “Trattiamo solo quelli che hanno uno straccio di speranza, gli altri li lasci morire, punto“.

Per il governatore, invece, “nonostante il momento sia difficile e siano comprensibili lo stress, la delusione, il dolore, la fatica degli operatori sanitari che vi lavorano, negli ospedali della Liguria nessuno viene lasciato nei corridoi, tanto meno a morire nei corridoi”.

“Per fortuna fino ad oggi, grazie a uno straordinario coordinamento che ha trovato sale di terapia intensiva e collocazioni sempre nuove, abbiamo dato un’opportunità e cure appropriate a tutti i malati – continua Toti -. Con fatica, certo, a volte con qualche momento concitato, è certamente così. I pronto soccorso sono il fronte più caldo di questa emergenza, ci sono momenti in cui c’è fatica, dolore, confusione e preoccupazione”.

“La popolazione deve sapere che occorre stare in casa, proteggersi da soli, lavarsi le mani, stare a distanza, ma deve sapere che tutto questo serve a fare in modo che negli ospedali tutti possano essere curati. Qualcuno ce la fa, qualcuno non ce la fa. Ma è un’informazione sbagliata dire che nei nostri ospedali i nostri medici non siano in grado di garantire a tutti una chance per affrontare questo virus al meglio delle nostre possibilità. E fino ad oggi abbiamo potuto dare cure a tutti. I dati ci dicono che oggi le sale di rianimazione in Liguria sono ancora disponibili”, conclude il presidente della Regione.