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In trappola

Coronavirus, sposi genovesi bloccati in Marocco dopo la luna di miele: “Fateci tornare a casa”

Cancellati tutti i voli, ora cresce la paura: "Al consolato italiano sono tutti barricati all'interno e non ci dicono nulla"

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Genova. Tra le migliaia di italiani bloccati all’estero dopo la chiusura dei confini europei e la cancellazione della maggior parte dei voli internazionali per l’emergenza coronavirus c’è una coppia di giovanissimi sposi genovesi, Lorenzo Mazzucchelli e Iara Nogueira Rachid, di 26 e 25 anni, partiti il 7 marzo per il loro viaggio di nozze e al momento fermi a Casablanca senza nessuna informazione sulla possibilità di rimpatriare.

Saremmo dovuti rientrare il 16 marzo – raccontano – ma già la settimana scorsa il nostro volo per Malpensa era stato annullato. L’agenzia allora ci ha comunicato che saremmo andati a Nizza, poi in Svizzera, infine hanno chiuso tutto e da ieri siamo completamente abbandonati al nostro destino. Si vociferava che da Casablanca dovesse partire un volo stamattina, ora dicono che ci sarà domani. Ma nulla di ufficiale”.

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Una luna di miele rovinata, insomma. Qualche giorno fa la decisione di partire lo stesso per coronare un sogno, dopo il matrimonio a fine ottobre. Adesso l’incubo di un viaggio che sembra non prevedere più il ritorno. “Fateci rientrare in Italia“, hanno scritto su alcuni cartelli inscenando una specie di protesta in strada. Insieme a loro, partiti per un tour organizzato del Paese, ci sono altre due coppie italiane originarie di Asti e Viterbo, in una situazione ancora peggiore perché costretti al soggiorno forzato ormai da quattro giorni: Franco Gherlone e Iolanda Pistacchi i piemontesi, Anna Mantovani e Vivenzio Coletta i laziali.

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Impossibile, finora, ottenere risposte dal consolato italiano a Casablanca. “È tutto sbarrato, non fanno entrare nessuno per paura del contagio, hanno il terrore che la gente si accalchi – spiega Lorenzo -. Ci sono due o tre funzionari che stanno fuori di guardia con le mascherine. Gli altri sono tutti barricati all’interno, ci hanno detto solo di seguire la pagina Facebook”.

L’ultimo post risale a ieri e informa che il consolato e l’ambasciata, che ha sede a Rabat, “si stanno adoperando, in contatto con vari vettori commerciali, al fine di favorire il rientro degli italiani bloccati in Marocco”. Ma al momento “non sono ancora state comunicate le necessarie conferme e autorizzazioni da parte delle competenti autorità marocchine“.

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Nel frattempo i giorni passano e per alcuni iniziano a sorgere problemi. “Noi siamo organizzati con l’agenzia e in albergo stiamo bene, ma abbiamo incontrato ragazzi disperati che non sapevano come fare perché stanno finendo i soldi”, racconta Iara, brasiliana di origine, da qualche mese residente a Genova. Tra gli italiani bloccati a Casablanca si segnalano anche persone costrette a rientrare per problemi di salute (che nulla hanno a che fare, per fortuna, col coronavirus). “Ma qui hanno tutti paura, ci hanno detto che in tutto il paese ci sono 250 posti letto in rianimazione, se qualcuno si ammala è una catastrofe“, aggiunge Lorenzo.

E poi, oltre all’incognita del ritorno, c’è quella della quarantena forzata alla quale dovranno sottoporsi per effetto del decreto emanato ieri dalla ministra dei trasporti Paola De Micheli. “Anche su questo non sappiamo nulla, abbiamo paura che ci mettano in qualche centro a Roma come la Cecchignola, ma noi vogliamo tornare a casa“, ribadisce preoccupato Lorenzo. La Farnesina e Alitalia hanno annunciato voli speciali per il rimpatrio degli italiani all’estero, ma per quanto riguarda il Marocco tutto tace. E l’ansia cresce.

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