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Manca la sicurezza

Coronavirus, sindacati sulle barricate: “Senza sicurezza fermare il lavoro nelle fabbriche”

Dalle Riparazioni navali a Fincantieri, da Ansaldo Energia ad Arcelor Mittal: i lavoratori si fermano e chiedono tutele

ansaldo energia

Genova. Riparazioni navali in sciopero fino a domani. Operai della Fincantieri di Sestri ponente fermi dal lavoro finché non saranno garantite le condizioni minime di sicurezza, Ansaldo energia che ha deciso due giorni di chiusura dopo le proteste dei lavoratori per la stessa ragione. Anche nello stabilimento Arcelor Mittal le segreterie di Fiom, Fim e Uilm insieme all’rsu hanno dichiarato l’emergenza sanitaria ritenendo “non esistano i presupposti di sicurezza necessari per lavorare” si legge in una nota. “Le regole di sicurezza per il contenimento del contagio che valgono per strada non possono non valere in fabbrica per garantire il Pil” tuona il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro.

“Il governo si è dimenticato del lavoro ma in questa fase è necessario rallentare la produzione e concordare con i sindacati forme di cassa integrazione specifiche per queste settimane”. Per la Fiom “non è possibile che vengano fatti i controlli in corso Italia e poi sulle navi in lavorazione gli operai devono stare tutti vicinissimi. Servono sanificazioni che non possono essere fatte un giorno e poi stop e dispositivi per la sicurezza perché ci sono lavorazioni in cui per forza gli operai non possono mantenere il metro di distanza”. In più, racconta Manganaro si verificano situazioni che creano ulteriore confusione: “Questa mattina due operai della ditta Site che dovevano operare su alcune linee sono stati fermati dalle forze dell’ordine e gli è stato fatto un verbale. A questo punto il governo ci dica se si può lavorare e come.

Una posizione condivisa a livello sindacale: “E’ una situazione grave che va affrontata in modo celere ed appropriato” dice una nota unitaria di Cgil, Cisl e Uil che “chiedono alle Prefetture di garantire il controllo del rispetto delle regole a tutela della salute di chi lavora.Ove queste precauzioni non possano essere mantenute, non sussistono le condizioni minime per continuare le attività di produzione e/o di servizio che pertanto vanno fermate”.

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