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Coronavirus, si ferma a Genova lo stabilimento ex Ilva: cassa integrazione per 9 settimane

Coinvolgerà tutti i dipendenti ad eccezione di poche decine che garantiranno la sicurezza degli impianti

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Genova. Alla fine la cassa è arrivata anche se ci sono voluti scioperi e proteste per convincere l’azienda. Si ferma a Genova per l’emergenza sanitaria lo stabilimento ex Ilva: Arcelor Mittal ha infatti aperto la procedura per la cassa integrazione ordinaria per covid-19 per tutti i circa mille dipendenti dello stabilimento di Cornigliano. La lettera è partita oggi. Nel contempo l’azienda ha ritirato la contestata cassa integrazione per crisi aziendale che aveva aperto a febbraio per 130 lavoratori e che aveva provocato proteste e minacce di manifestazioni da parte dei lavoratori di Cornigliano che si erano però fermati di fronte all’aggravarsi dell’emergenza coronavirus.

La cassa integrazione appena aperta è retroattiva a partire dal 16 marzo, durerà 9 settimane e coinvolgerà quasi per intero i 1.002 dipendenti. Alcune decine di lavoratori rimarranno nello stabilimento per garantire la sicurezza degli impianti e per dare modo alle navi ormeggiate di poter ripartire con il loro carico.

“Si tratta di una soluzione chiesta in più occasioni dal sindacato e che tutela la salute dei lavoratori – commenta in una nota il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro – E’ evidente come non sia interesse di nessuno che la fabbrica si fermi, ma in questo momento la situazione impone a tutti una presa di responsabilità in attesa che tornino le condizioni per poter produrre in sicurezza”.

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