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Coronavirus, nuovo decreto di Conte: “Sanzioni da 400 a 3000 euro per chi non rispetta i divieti”

Le Regioni potranno emanare norme ancora più restrittive ma dovranno poi ottenere il via libera del governo entro 7 giorni

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Genova. Sanzioni pesanti per chi viola le norme anti-contagio da coronavirus, da 400 euro a 3 mila euro, ma anche la comunicazione dei dpcm finora adottati al Parlamento. Sono le disposizioni contenuti nel decreto legge approvato oggi dal consiglio dei ministri. Il provvedimento serve a uniformare il quadro normativo delle disposizioni finora adottate per frenare l’emergenza, aggiornando e sostituendo il primo decreto di fine febbraio. Si tratta di un deciso inasprimento delle sanzioni rispetto all’ammenda finora prevista fino a 206 euro.

Il decreto prevede 28 ambiti entro i quali potranno essere stabilite restrizioni per combattere l’epidemia del Coronavirus, che andranno attuate comunque “secondo criteri di adeguatezza specifica e principi di proporzionalità al rischio effettivamente presente su specifiche parti ovvero sull’intero territorio nazionale”. Tra questi la possibilità di chiudere negozi, bar ristoranti, le attività produttive, gli uffici della P.a. mandando i lavoratori in smart working. Ci sono poi le limitazioni ai movimenti, sia dall’abitazione per chi è in quarantena (divieto assoluto) sia dai Comuni di residenza o anche, come fatto di recente da alcuni governatori e nel weekend dal governo, dai territori regionali o comunali. Si possono chiudere strade e parchi, oltre che scuole, teatri, cinema, musei, chiese, palestre e parchi.

Il decreto potrà essere prorogato di 30 giorni in 30 giorni fino al 31 luglio 2020 ma, come ha precisato il premier Conte in conferenza stampa: “Ciò non significa che dureranno così tanto, anzi. La data è relativa al fatto che lo stato di emergenza è stato emanato il 31 gennaio e dura sei mesi, ma speriamo di poterle revocare prima”.

Il decreto legge dà inoltre più poteri a Comuni e Regioni ma nell’ambito di un coordinamento che fa capo al Governo. Le Regioni possono adottare o sospendere le misure anti contagio sul loro territorio: entro 24 ore le devono comunicare al presidente del Consiglio e perdono efficacia dopo 7 giorni. Anche i sindaci possono adottare o sospendere le misure restrittive per 7 giorni previa comunicazione alla Regione. I sindaci non possono adottare ordinanze in contrasto con le misure statali.

La Procura di Genova questa mattina aveva diramato attraverso una circolare operativa nuove disposizioni che prevedevano che chi viola le disposizioni anti contagio non più la denuncia per l’articolo 650 del codice penale (l’inosservanza di una norma disposta dall’autorità) bensì per l’articolo 260 del testo unico delle leggi sanitarie, che prevede una pena congiunta dell’arresto “fino a 6 mesi” e dell’ammenda fino a 400 euro. E che non è ‘oblabile’. Tuttavia l’entrata in vigore delle nuove sanzioni amministrative al posto di quella penale azzera le disposizioni della procura in quanto la norma ‘specifica’ prevista dal decreto legge prevale sul più generico articolo 260 di un testo unico che risale fra l’altro al 1934.

Il premier ha anche chiarito in conferenza stampa il ruolo dell’esercito:”Ben venga l’aiuto dell’esercito ma i cittadini non devono pensare che la tenuta dell’ordine pubblico sia affidata solo a una militarizzazione dei centri abitati, le forze dell’ordine stanno già agendo in modo molto efficace” ha precisato il premier.