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Coronavirus, nascono gli angeli del San Martino: ogni giorno un pasto caldo per chi lotta in trincea fotogallery

In pochi giorni è nata una rete di solidarietà organizzata al meglio per dare un aiuto concreto a medici, infermieri e sanitari

Genova. È partito tutto domenica scorsa, quasi per gioco. Ma quella che sta nascendo adesso è un’incredibile rete di solidarietà, organizzata nei minimi dettagli per offrire un supporto concreto a chi il coronavirus se lo trova davanti in una sfiancante guerra quotidiana contro la malattia e la morte. Sono 350 i pasti che ogni giorno vengono donati a medici, infermieri e personale sanitario dell’ospedale San Martino di Genova, il polo dove si concentra la maggior parte dei pazienti contagiati, in continua crescita giorno dopo giorno.

La scintilla scaturisce dal contatto tra Marco Visciola, chef del ristorante di Eataly al Porto Antico di Genova, e Pietro Pisano, responsabile della comunicazione per il policlinico. Una domenica in piena emergenza, il 15 marzo, la brigata di cucina si sveglia di prima mattina, prepara 300 lasagne e altrettanti dolci e con la collaborazione dei ragazzi di EcoBike Courier le mono-porzioni arrivano in ospedale. Sono accompagnate da un biglietto che recita: “Un piccolo gesto per dirvi grazie“.

Nei giorni a seguire la squadra si allarga e il “piccolo gesto” diventa una commovente corsa ad aiutare: si aggiunge Francesco Montanella, direttore esecutivo di Gruppo GE, che mette a disposizione un furgone e va personalmente a consegnare il cibo, Alessandro Orlando di Reset Group che supporta nella distribuzione, la gelateria “Il salotto delle dolcezze” di via Trento che oggi ha regalato 19 chili di gelato, i ragazzi del mercato ortofrutticolo di Bolzaneto che aggiungono ai pasti una selezione di frutta e verdura. Di ora in ora l’onda si espande: una polleria di Sestri Ponente chiede di poter donare 100 polli già cotti e tra le aziende che vogliono subentrare adesso c’è anche la dolciaria Grondona.

Generica

Ogni mattina al Porto Antico il cibo preparato da Marco Visciola e dallo staff di Eataly viene confezionato, inscatolato insieme a tutti gli altri prodotti donati, caricato su un furgone (nel weekend subentra quello elettrico di EcoBike Courier) e distribuito ai reparti più in difficoltà: la rianimazione del pronto soccorso, malattie infettive, i laboratori dove si analizzano anche i tamponi, il padiglione 10 recentemente trasformato in centro Covid-19 e le due centrali del 112 e 118 dove gli operatori qualificati rispondono al telefono senza sosta. Addirittura i comunicatori del San Martino hanno realizzato un video-tutorial a uso interno per aiutare chi effettua la consegna a districarsi nel dedalo dell’ospedale.

Tutti fanno tutto gratis. E i destinatari del regalo non solo non sanno più come ringraziare, ma dimostrano anche di apprezzare al 100 per cento. Anzitutto perché il cibo fornito è di altissima qualità (oltre alle lasagne vengono preparati, ad esempio, panzanelle con mozzarella di bufala, insalate di farro con verdure di prima scelta, lasagne, dolci freschi di pasticceria). Poi la mensa comune, di questi tempi, è un luogo che il personale sanitario cerca di evitare il più possibile.

Del resto i turni sono massacranti e il tempo per mangiare è pochissimo. Ma tutto ciò che avanza – ed è sempre di più man mano che la rete solidale cresce – viene portato a casa. Piazza pulita, raccontano dal San Martino, non resta nemmeno una briciola. Perché un po’ di frutta fresca, ad esempio, permette di ritardare la spesa in giornate che non lasciano nemmeno spazio al sonno. Ed essere inondati dall’affetto dei genovesi, che a dispetto di ogni luogo comune sono campioni di altruismo nel momento del bisogno, infonde la forza d’animo per affrontare la guerra. La guerra che loro, là dentro, combattono anche per noi.