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Coronavirus, Liguria sotto assedio e caos turisti: rientreranno a casa ma non potranno tornare

Il decreto scattato nella notte dovrebbe fermare i turisti provenienti dalle zone rosse. Ma chi controllerà?

Genova. La Liguria è praticamente “sotto assedio”. Quattro delle sei province che cingono la nostra regione, infatti, sono diventate zona rossa, zona di allarme, per il quale il governo ha imposto misure restrittive per quanto riguarda la circolazione delle persone.

Il dispositivo è motivato dal fatto che queste aree del paese sono quelle attualmente in piena epidemia, e la risposta ospedaliera è decisamente in difficoltà: sono il focolaio nazionale del Covid-19, e questo non deve espandersi ad altre province e regioni, perchè a rischio è la tenuta del sistema sanitario nazionale.

Al momento la Liguria è esclusa da questi provvedimenti, ma i problemi non mancano. Come successo per Alassio e La Spezia, i primi due casi conclamati di contagio nel nostro territorio sono arrivati da turisti lombardi “in vacanza al mare”, e le lunghe code di “forzati della riviera” sulle nostre autostrade provenienti essenzialmente da Piemonte e Lombardia, fanno temere il peggio; come Liguria siamo sotto assedio, e tutti i nostri sforzi per far rallentare il contagio, inevitabile, potrebbero essere resi vani.

Bisogna fare però chiarezza: le migliaia di persone che ieri hanno raggiunto la nostra regione, infatti, potranno fare rientro a casa. Il decreto del presidente del consiglio, infatti, nella sua versione definitiva, ha smorzato quello che inizialmente sembrava la strutturazione di una zona rossa con confini sigillati. Nel testo si parla di evitare spostamenti non necessari se non motivati da motivi di lavori e salute. Il divieto assoluto è per chi è già in quarantena o isolamento.

Nel testo è inoltre specificato che si potrà rientrare a casa. Quindi il rebus turisti sembra essere risolto: chi oggi è in riviera, potrà far rientro nella propria abitazione, ma il prossimo fine settimana dovrà evitare lo spostamento. Non è più una raccomandazione di buon senso ma un dispositivo di legge. Certo, ora bisogno capire come sarà fatta rispettare: “Saranno le forze dell’ordine a controllare i cosiddetti confini tra zone rosse e il resto del paese – ha detto il premier Conte nella conferenza stampa di questa mattina – avranno la possibilità di fermare i cittadini se non ravviseranno le motivazioni gravi per cui è consentito il transito”. Un dispiegamento di forze che dovrà essere senza precedenti.