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Coronavirus, le proposte per affrontare l’emergenza in Liguria secondo Raffaella Paita (Italia Viva)

Genova. Una serie di proposte operative per affrontare l’emergenza Coronavirus secondo Raffaella Paita, deputata di Italia Viva. Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa.

“In Parlamento governo e opposizione stanno cercando un accordo sul decreto di aprile. In momenti di emergenza è giusto fare così. Vorrei provare a ragionare con la stessa logica anche per la nostra regione, una delle più colpite. Non rinunciando a critiche puntuali, ma sperando che esse possano trovare ascolto e condivisione. I posti di terapia intensiva sono aumentati tantissimo in tutta Italia e anche da noi la pressione sui pronto soccorso speriamo cominci a diminuire. Su altre questioni in Liguria ci sono stati ritardi ed errori che ci hanno portato in una situazione molto critica.

1) I tamponi. Il Veneto è stata la prima regione a farne tanti (mirati), seguita poi da molte realtà. Toti prima ha dichiarato che non servivano, poi ha cambiato idea ma si è perso molto tempo. I dati ufficiali dicono che, in rapporto agli abitanti, siamo agli ultimi posti in classifica. In più gli esiti hanno spesso ritardi folli.

2)Dispositivi di protezione individuale. È un problema diffuso ma qui più che altrove. Col nostro ordinamento la competenza è regionale, ma ci vuole una cooperazione a tutti i livelli. Altre regioni sono più avanti nell’autoproduzione. Occorre subito un’alleanza industrie-IIt per recuperare il tempo perduto.

3)I pazienti a casa. Qui ci sono le lacune più evidenti da parte di Regione e Asl . Le persone sono senza tampone, senza saturimetro e senza farmaci specifici, che non possono essere prescritti perché manca la diagnosi di Covid. Famiglie e malati sono quasi sempre lasciati soli.
Medici di medicina generale e guardia medica sono praticamente impossibilitati a operare. Spesso senza Dpi, con pazienti senza diagnosi, impotenti perché non spetta a loro fare il test: ridotti a lavorare per telefono e per di più attaccati da Toti. In Veneto e in Emilia sono avanti anni luce.
4)Gli ospedali. Salvo il Tigullio non si è fatta una separazione netta tra nosocomi Covid e no-Covid, la stessa cosa spesso vale per i reparti.

Alle critiche giunta e maggioranza hanno spesso risposto con repliche su FB del tutto fuori luogo. Non siamo in un periodo normale. Poi tornerà il tempo della battaglia politica. In molti Paesi sono venuti esempi di collaborazione tra maggioranza e opposizione , che a Roma e Genova faremmo bene a seguire. Questo è il tempo della responsabilità”.