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"restiamo a casa"

Coronavirus, la rivolta di portapizze e fattorini: “Per noi nessuna tutela, restiamo a casa e sospendiamo le consegne”

E' un servizio essenziale oppure no? E se lo è perché i rider e i portapizze non hanno alcuna tutela?

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Genova. Bar e ristoranti chiusi per decreto ma il servizio a domicilio viene garantito. Questo prevedono gli ultimi decreti sull’emergenza conoravirus che hanno chiuso negozi, blindato gli abitanti nei propri comuni con il divieto di spostarsi se non per comprovate esigenze lavorative di necessità e di salute. E così a Genova come in tutta Italia la cena al ristorante viene sostituita da rider e fattorini che ci portano il cibo pronto direttamente a casa. Ma in un Paese in cui il contagio si diffonde in modo esponenziale e che vieta di uscire di casa a causa dell’emergenza, il fatto che ci siano migliaia di persone, soprattutto giovani che ogni sera vanno di casa in casa per portarci la pizza o la cena, stride con le regole delle sicurezza sanitaria a cui il Paese sta obbedendo. E così alcuni fattorini e portapizze genovesi lanciano l’allarme e dicono basta.

“Non è stato raccomandato di limitare al massimo i contatti tra le persone? I portapizze e i fattorini non entrano ogni giorno e ogni sera a contatto con decine di famiglie, toccando decine di portoni, entrando in decine di ascensori e avvicinandosi a decine di clienti, maneggiando confezioni di alimenti e denaro nello stesso momento? – si legge in un documento che è arrivato alla nostra redazione – I portapizze e i fattorini non possono essere veicolo – di casa in casa – di Covid-19? Non corrono essi stessi alcun rischio quando per caso dovessero consegnare senza saperlo a persone in quarantena o isolamento prive di scrupoli?”.

E poi, in fondo, la domanda appare più che lecita: “In un momento come questo, ordinare una pizza a casa è una cosa essenziale per le famiglie? Le opzioni sono due. Se non lo è il servizio a domicilio andrebbe sospeso. Se invece lo è il lavoro dei fattorini «risulterebbe fondamentale. Questo tuttavia non è coerente con la realtà dei fatti per cui quella dei rider è la categoria lavorativa meno tutelata d’Italia”.

In particolare i fattorini e i portapizze puntano il dito con i grandi operatori di food delivery a partire da JustEat, accusata di “guadagnare su ragazzi che ogni giorno corrono per le vie della città per consegnare cibo caldo e su ristoratori costretti a cedere percentuali di guadagno alla piattaforma per poter continuare a competere nella vendita”. E decidono di dire basta: “Noi non ci siamo e chiediamo l’immediata sospensione dei servizi di consegna a domicilio fino al superamento della fase critica. Per noi, per la nostra salute, e per la salute pubblica anche noi restiamo a casa e invitiamo tutte le altre persone che svolgono questo mestiere a fare lo stesso”.

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