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Coronavirus, in Liguria possibile picco di mille contagiati: si preparano 300 posti letto

Ci si aspetta una espansione del contagio: il 30% dei contagiati avrebbe bisogno di essere ospedalizzato

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Genova. Il picco di contagio potrebbe raggiungere almeno circa tra le 800 e le 1000 persone in Liguria. Questo è il dato che si evince dai numeri su cui sta lavorando Protezione Civile, prefettura e Regione Liguria, che in queste ore stanno mettendo a punto il piano per la risposta ospedaliera “alla eventuale situazione peggiore”.

Che potenzialmente possa arrivare un allargamento del contagio è cosa nota e attesa da tutti: lo ha detto ieri in conferenza stampa lo stesso Giovanni Toti, che pur dichiarandosi tranquillo per la situazione della sanità ligure, oggi già dotata di almeno un centinaio di posti letto già utilizzabili, ha anche ricordato che siamo alla fase iniziale di un contagio.

Una fase che corrisponde all’inizio di un curva epidemiologica che molto probabilmente è destinata a crescere: al momento non è chiaramente quantificabile e collocabile temporalmente il picco della diffusione del virus, ma in questi giorni sono stati sviluppati dei modelli su cui si sta organizzando una risposta ospedaliera, che, nei fatti, potrebbe essere ad oggi il vero problema per il sistema sanitario nazionale.

Sono 120 i posti letto necessari per eventuali quarantene sul territorio della città metropolitana genovese, che unito ai 60 del ponente ligure e 60 del levante, fa 240. A questi si conteggiano i circa 60 posti di terapia intensiva oggi già disponibili in Liguria per un totale quindi di circa 300 posti letto per contagiati conclamati che hanno necessità di cure ospedaliere.

E questi potrebbero rappresentare il 30% dei contagiati, mentre il rimanente 70% si conta possano seguire un decorso medico a casa propria senza complicazioni, come confermato da Filippo Ansaldi responsabile prevenzione Alisa, durante la conferenza stampa di ieri sera: da qui, quindi si evince che il numero di picco del contagio che potrebbe arrivare alle mille persone. Nella peggiore delle ipotesi ad oggi prevista. Certo, si parla di casi conclamati, mentre ad oggi non è ancora quantificata, e quantificabile la quota sommersa, cioè non registrata, di casi di infezione asintomatica.

Ovviamente queste sono proiezioni calcolate in base alle evoluzioni di questi giorni, per un virus che “non ha letterature scientifica” vista la sua novità, e che “stiamo imparando a conoscere in queste ore”, come più volte riportato dagli esperti. I provvedimenti presi da governo e regioni, quindi, andrebbero nella direzione di contenere il più possibile un picco che comunque dobbiamo aspettarci.