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Coronavirus, il volontario della protezione civile: “Regaliamo sorrisi ma abbiamo paura anche noi”

Dalla spesa a domicilio ai controlli del territorio: "Una signora in costume sulla spiaggia mi ha detto che portava fuori il cane, ma il cane non c'era"

Genova. “Paura? E chi non ce l’ha. Solo che se fai il volontario della protezione civile hai la responsabilità di supportare le persone. Sei tu che devi dare una parola di conforto, magari regalare un sorriso e tranquillizzare soprattuto le persone più fragili”. Luciano Costella è uno dei tanti volontari della protezione civile del Comune di Genova impegnato sul campo nell’emergenza Covid.

In settimana fa i turni nel presidio della Casa del soldato – uno dei point municipali per la spesa a domicilio – e contatta le persone che la richiedono: “Ci chiamano sopratutto anziani – racconta – di solito dai 65 ai 90 anni. Ci ringraziano come prima cosa ma oltre alla spesa si vede che hanno soprattutto bisogno di parlare, dei loro problemi e anche della paura che hanno di questa malattia che arriva silenziosa come un fantasma”. Definite le consegne i volontari affidando il compito ai cittadini che si sono offerti: “Avviene tutto in sicurezza – spiega – noi forniamo mascherine guanti e una busta dove viene messa la lista della spesa e il denaro. Il tutto viene lasciato e poi riconsegnato sulla porta di casa, senza contatti diretti”.

Nei fine settimana invece anche Luciano va in giro per la città a monitorare eventuali assembramenti: “Lo scorso week end eravamo in corso Italia: in auto siamo in due, l’autista davanti e io dietro, la foto in cui siamo affiancati è stato solo un momento. Quando vediamo qualcuno ci fermiamo: gli chiediamo se conoscono le disposizioni e li invitiamo se non sono hanno motivi autocertificati come urgenti ad andare a casa: noi siamo gentili perché il nostro ruolo è di sostegno e consiglio ma facciamo capire alle persone che a pochi metri ci sono polizia e carabinieri e se non rispettano i divieti verranno sanzionati”. Come reagiscono le persone? “Abbastanza bene, anche se alcuni maleducati non mancano. Un po’ è comprensibile perché la gente è sotto stress. Domenica ho trovato su una spiaggia una signora che prendeva il sole seminascosta dietro a una barca. Quando le ho detto che non poteva stare lì mi ha prima detto che aveva portato fuori il cane, ma non c’era nessun cane nei dintorni, poi che abitava lì vicino, ma dall’autocertificazione risultava residente al Fossato. Le ho consigliato di andare via prima che arrivassero le forze dell’ordine e così alla fine ha fatto”.

Molti i runner fermati: “Possono correre solo vicino a casa, capisco che vogliano scaricare un po’ ma devono rispettare le regole. Noi lo ripetiamo con gentilezza e li avvertiamo. Altro non possiamo fare”.

Dopo il turno Luciano arriva a casa e lascia fuori i vestiti e la divisa: “Sto attento a tutto, rispettiamo le distante e utilizziamo le procedure di sicurezza, ma se poi uno ti si avvicina troppo… ovvio che il rischio c’è. Io faccio il volontario da 16 anni, le avevo viste tutte tranne questa, dalle alluvioni ai terremoti. Credo che nella vita ci voglia anche un po’ di fortuna, ma regalare un sorriso o un po’ di conforto a chi ne ha davvero bisogno è in questo momento la cosa più importante”.

Sono un centinaio al giorno i volontari della protezione civile del Comune di Genova impegnati nell’emergenza Covid-19 su diversi fronti. Da un lato si occupano di “supportare la asl per le persone e le famiglie che si trovano in quarantena e non hanno famigliari o vicini di casa che possono aiutarli a buttare la spazzatura o a fare la spesa” spiega l’assessore comunale alla Protezione civile Sergio Gambino. L’altro fronte è quello del supporto della popolazione a partire sempre dalla spesa a domicilio: “da quando abbiamo attivato il centralino abbiamo una media di 150 richieste al giorno di spesa a domicilio – spiega Gambino – per gestirla abbiamo creato una serie di presidi fissi con i nostri volontari di protezione civile che smistano le richieste mentre per le consegne di ci sono cittadini di alcune associazioni che si sono proposti come volontari “civici” che, forniti di mascherine e guanti, portano la spesa a chi ne ha bisogno.

La protezione civile, che per dieci giorni i genovesi hanno visto e sopratutto sentito, passare con i mezzi e i megafoni a invitare la popolazione a restare a casa, nei week end supporta anche la polizia locale per i controlli: “Lo abbiamo fatto lo scorso settimana, sopratutto nelle aree a rischio assembramento che non potevano essere chiuse come la zona del Righi o dell’acquedotto e ripeteremo questo tipo di attività questo fine settimana” dice Gambino.

Infine a Genova la protezione civile sta organizzando i posti letto per i sanitari che finiscono in isolamento e non possono tornare a casa: “Ho contattato Federalberghi a abbiamo oggi su Genova circa 700 posti che saranno a breve disponibili ma occorre attendere il via libera della protezione civile nazionale. Appena avremo l’ok stiamo già organizzando i servizi di sanificazione e consegna pasti”.