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Coronavirus, gli sposi genovesi sono tornati in Italia: “Marocchini generosi, ci hanno offerto ospitalità”

Erano rimasti bloccati dopo il viaggio di nozze, ora dovranno mettersi in isolamento obbligatorio per due settimane

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Genova. Sono tornati in Italia Lorenzo e Iara, i due giovanissimi sposi genovesi rimasti bloccati in Marocco dopo la luna di miele nel pieno dell’emergenza coronavirus. Dopo tre giorni di tentativi a vuoto col consolato italiano a Casablanca, la coppia è stata contattata dalla propria agenzia di viaggi che, ottenuto il benestare delle autorità locali, ha trovato un volo della compagnia italiana Neos Air.

“Ora siamo a Malpensa, stiamo bene. Nelle prossime ore torneremo a Genova – raccontano marito e moglie, 26 e 25 anni, dalla camera d’albergo – e ovviamente dovremo metterci in quarantena. Qui a in aeroporto è stato un delirio, bisogna rispettare due metri di distanza, la gente è impazzita. Alla dogana ci hanno dato un foglio da firmare in cui abbiamo dichiarato che ci metteremo in isolamento per 14 giorni. Poi dovremo chiamare noi la Asl per segnalarci”.

Il viaggio in Marocco è durato quattro giorni in più del previsto. E l’aspetto più bello della vicenda è forse l’inaspettata solidarietà arrivata da chi in quel paese si è offerto di ospitarli se non fossero riusciti a tornare a casa. Come Mohammed Ibnoussina, che commentando il nostro articolo ha proposto una sistemazione vicino a Casablanca.

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Ma non solo. “Un ex studente di mio padre – racconta Lorenzo, che è figlio di un docente universitario – ha letto la notizia e lo ha ricontattato dopo un anno. Ha detto che, se fossimo rimasti bloccati, potevamo andare a casa sua a Fes. La badante della mia madrina ha offerto una casa a Marrakech. Insomma, ci hanno inondato di solidarietà”.

Ma la domanda è sorta spontanea anche a tanti nostri lettori: perché mettersi in viaggio con una pandemia globale in atto? “Noi siamo partiti il 7 marzo – spiega Lorenzo – e ancora non erano in vigore le restrizioni attuali. Abbiamo chiesto alla nostra agenzia cosa fosse meglio fare e ci hanno detto che non c’erano problemi a partire. Pensavamo anche che stare all’estero potesse essere anche più sicuro”.

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Poi, all’improvviso, è scoppiata l’emergenza. “Hanno chiuso tutto, un paese dopo l’altro, e cancellato tutti i voli. Siamo rimasti intrappolati qui come tanti nostri connazionali, ma anche marocchini con la cittadinanza italiana che volevano tornare perché qui ci sono mediamente una decina di posti letto per ogni ospedale”. Per loro è arrivato il lieto fine. Un viaggio di nozze che certamente rimarrà indimenticabile.