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Coronavirus, coppia di genovesi bloccata in India: “Mia moglie ha bisogno di farmaci salvavita”

Lockdown almeno fino al 15 aprile: "Angela ha farmaci fino al 9". Erano partiti a gennaio

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Genova. Sono ‘reclusi’ in un bungalow a Goa in India dove si trovavano in vacanza da gennaio, ben prima che esplodesse l’emergenza sanitaria per il coronavirus. Un lungo viaggio, organizzato da tempo con un biglietto di ritorno a Genova per l’8 aprile. Ma anche in India è arrivato il Covid-19 e con lui il lockdown.

E ora Maurizio Pompeo e la moglie Angela non sanno quando potranno tornare: “Come molti altri viaggiatori, quando ha cominciato a diffondersi il virus ci siamo spostati tutti nello Stato di Goa, che sembrava l’unico immune pensando di restare qui fino alla partenza – racconta Maurizio, scrittore e grande amante dell’India dove trascorre alcuni mesi ogni anno – ma ora ci ritroviamo chiusi per tutto il giorno nel nostro bungalow e al momento possiamo muoverci massimo un’oretta al mattino per provare a cercare la colazione, mentre a pranzo e a cena ci viene portato un po’ di riso”.

Oltre alla questione del cibo per la coppia di genovesi c’è un problema più serio: “Mia moglie Angela ha bisogno di farmaci salvavita perché ha problemi di cuore. Avevamo le scorte fino al 9 aprile, giorno in cui dovevamo già essere rientrati in Italia. Abbiamo attivato l’ambasciata che ci ha detto che ci procurerà dei farmaci equivalenti ma al momento siamo in attesa e ovviamente molto preoccupati”.

Per fortuna Maurizio e Angela non sono i soli italiani nel resort: “Ci sono altre due coppie tra cui due ragazzi di Spotorno. Siamo diventanti amici e di supportiamo a vicenda”. La richiesta alle istituzioni è di poter rientrare in sicurezza: “A Goa ci saranno almeno 200 italiani, e molti vorrebbero poter rientrare. Il nostro sogno sarebbe un aereo che arrivi qui e ci riporti a casa”. La preoccupazione è anche di tipo economico:

“Non siamo certo ricchi e non possiamo pagare un nuovo biglietto anche perché qui sui biglietti aerei si comincia a speculare con prezzi da migliaia di euro. Per questo speriamo che attraverso l’ambasciata il nostro Paese ci aiuti per poter rientrare in Italia”.