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Solidarietà attiva

Coronavirus, cibo e medicine a casa grazie ai volontari dei circoli operai

I volontari fanno capo a 4 circoli che coprono tutto il territorio comunale. Anche le farmacie chiamano i giovani di lotta comunista per la consegna dei farmaci

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Genova. Spesa a domicilio, consegna di farmaci, ritiro ricette o, a volte, anche solo una chiacchierata di conforto al telefono. I volontari dei circoli operai di Lotta comunista sono impegnati in prima linea da settimane per aiutare le categorie più fragili ad affrontare l’emergenza coronavirus.

Lo fanno con grande passione e insieme con la rigorosa organizzazione tipica del partito leninista: quattro circoli (Borgoratti, Staglieno, Sestri ponente e Sampierdarena) coprono tutto il territorio comunale e oltre e annoverano iascuno oltre un centinaio di spese a settimana. Mascherine, guanti, amuchina e un cartellino identificativo per essere riconoscibili. I ragazzi dei circoli hanno tappezzato i portoni dei palazzi di tutti i quartieri dove ‘in tempo di pace’ viene portato il giornale casa per casa, di volantini con i numeri da chiamare per chi ha bisogno.

Non solo: “I volantini con i numeri di riferimento li abbiamo lasciati anche a tutte le farmacie della città che spesso di chiamano per consegnare farmaci a chi non può uscire perché da soli non riescono a gestire il servizio a domicilio” racconta Silvia Calosso, 21enne volontaria del circolo di Sampierdarena.

Nei circoli operai – chiusi ovviamente per le riunioni ma aperti come punto di appoggio per gestire il servizio – c’è sempre una persona che risponde al telefono: “Riceviamo molte chiamate ogni giorno da persone che hanno bisogno ma anche da chi vuole dare una mano” spiega Silvia che precisa come le regole di sicurezza siano ferree: “Distanza di oltre un metro, amuchina di continuo, guanti sempre e basta uno starnuto per essere rimandati a casa perché per fare volontariato bisogna stare bene. Siamo soprattutto giovani perché per la nostra età rischiamo meno e anche nei nostri circoli i più anziani sono in casa in quarantena”. Ognuno dei quattro circoli copre una porzione di territorio e all’interno c’è una rigorosa suddivisione dei compiti: “C’è chi risponde al telefono tutto il giorno, chi si occupa delle farmacie, chi dei medici, chi di fare la spesa a piedi e chi in auto perché spesso ci chiedono anche spese per 2-3 settimane. Addirittura al Carrefour ormai ci fanno saltare la coda perché facciamo 6-7 spese per gli altri e in questo modo ci consentono di aiutare più persone”.

I dispositivi di sicurezza all’inizio acquistati dai circoli stessi ora vengono spesso anche regalati ai volontari: “Alcuni cittadini ci ringraziano regalandoci le mascherine e così hanno fatto anche alcuni medici”. Tra le attività dei giovani militanti anche quella del dog sitter: “Si c’è un ragazzo che ogni mattina dalle 8 alle 8.30 porta fuori il cane di una signora che non se la sente di uscire” racconta Silvia: “Quello che ci ha colpito di più in questa emergenza è vedere che ci sono moltissime persone sole che quando ti sentono o ti vedono non fanno che ringraziarti o addirittura scoppiano in lacrime”.

Per chi lo vuole insieme alla spesa non manca una copia del giornale: “C’è chi lo vuole e chi no ma molto spesso le persone ci lasciano un’offerta per il circolo perché sanno che in questo modo potremo pagarci la benzina o le nuove mascherine che dobbiamo acquistare. E’ un’esperienza molto intensa – un’assoluta novità sia per i circoli operai che esistono da più di 60 anni che per noi giovani. Anche chi politicamente non è d’accordo con noi si complimenta e ci ringrazia”.

Poi ci sono i piccoli episodi che quasi commuovono: “L’altro giorno – racconta – stavo attaccando un volantino in un portone e in quel momento sono entrate una mamma con una bambina. La bambina ha chiesto alla mamma chi ero e la mamma he ha detto: ’sono ragazzi che aiutano le persone sole come noi”.

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