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Coronavirus, c’è il primo morto ligure: 5 sanitari in isolamento ma è giallo sull’origine del contagio

Si tratta di un uomo di 72 anni di Andora deceduto in ospedale e in condizioni di salute già compromessa. Alisa al lavoro per ricostruire i suoi contatti

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Genova. Nella giornata di oggi si è registrato il primo decesso di un “ligure” con Coronavirus (le altre due morti erano relative a turiste lombarde legate al cosiddetto cluster degli hotel di Alassio e Laigueglia). Si è trattato di un uomo di 72 anni, residente ad Andora, morto all’ospedale San Paolo di Savona e risultato positivo, post mortem, al tampone. L’uomo, hanno spiegato dalla Asl 2, era già in condizioni di salute compromesse.

Non risulta, ad ora, che abbia avuto contatti con il ‘cluster’ savonese né una provenienza da ‘zone rosse’. Si era presentato da solo alcuni giorni fa al punto di primo intervento dell’ospedale di Albenga, inviato dal medico di medicina generale. Presentava problematiche respiratorie. Le sue condizioni si sono aggravate ed è stato quindi trasferito all’ospedale San Paolo di Savona, nel reparto di terapia intensiva. Dal momento che non rispondeva alle normali terapie e manifestava un quadro clinico critico di cui non si comprendeva l’origine, secondo i protocolli liguri di massima prudenza per la salute pubblica, è stato effettuato un approfondimento anche per verificare la positività al coronavirus. L’esito del test, positivo, è arrivato dopo il decesso del paziente.

I familiari del paziente sono stati posti in sorveglianza attiva. L’analisi dei percorsi del paziente ha consentito di individuare in sole cinque unità di personale sanitario le possibili e ipotetiche situazioni di esposizione al contagio: i 5 dipendenti sono stati posti in sorveglianza attiva. Tutti gli altri operatori hanno operato senza rischi di esposizione al contagio, perché il paziente, per il suo quadro clinico, è rimasto protetto con maschera respiratoria filtrante assoluta. Tuttavia, è stato dichiarato da Walter Locatelli di Alisa, durante la conferenza stampa, “sono in corso indagini per risalire ai contatti del paziente, ci sono ancora link non noti”.

E ancora: “Il tipo di procedure attivate sono troppo tecniche per essere oggetto di comunicazione”. Non si conosce quindi l’origine del contagio e se sia legato in qualche modo al cluster di Alassio. Filippo Ansaldi, invettivologo di Alisa, ha dichiarato che è “altamente improbabile che sia stato contagiato in ospedale”.

Il bilancio dei positivi al Coronavirus lo ha fatto l’assessore regionale alla Sanità Sonia Viale. A oggi, 4 marzo, sono stati 24, due in più rispetto a ieri. Ma uno di questi due casi è il 72enne deceduto, l’altro è un paziente della Asl 2.

Di questi 24 casi, 14 sono ospedalizzati: 1 paziente nella Asl 1 imperiese, 5 nell’Asl 2 savonese, 7 al San Martino di Genova, 1 nella Asl 5 spezzina, 10 persone, paucisintomatiche, a domicilio. Sono 389 i pazienti sotto sorveglianza attiva in tutta la Regione. Si sta poi cercando di gestire la situazione della nave Rhapsody, con 65 marittimi in isolamento preventivo a bordo, non risultati ancora positivi ai test, ma “contatti di caso” contagiato.