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Coronavirus, anche a Genova la sorveglianza digitale degli spostamenti tramite celle telefoniche

Il numero dei passaggi tra delegazioni si è ridotto del 50% nelle ultime due settimane - spiega il sindaco Bucci - ma 200.000 persone che si muovono in città son ancora troppe

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Genova. Dopo altre città italiane, una fra tutte Milano, anche Genova vedrà la sperimentazione di una sorta di sorveglianza digitale. Il Comune di Genova, d’intesa con un’azienda di telecomunicazioni, porterà avanti uno studio sugli spostamenti dei cittadini, studio già in parte avviato.

L’annuncio da parte del sindaco di Genova Marco Bucci durante il punto stampa di questa sera. “In base ai primi dati raccolti sappiamo che il numero degli spostamenti tra delegazioni a Genova si è già ridotto del 50% nelle ultime due settimane – afferma – questa è una notizia positiva perché significa che i cittadini stanno rispettando le regole ma se traduciamo questa cifra in numeri significa che ci sono 200 mila persone che continuano a spostarsi, e sono troppe, sono tutti potenziali opportunità di contagio”.

Come funziona. Le compagnie telefoniche forniscono i dati sul numero dei segnali dei cellulari che vengono agganciati in determinate celle. La sorveglianza è anonima e avviene tramite i ponti radio dei telefoni. “Tutto sarà portato avanti nel rispetto della privacy – assicura Bucci – nei prossimi giorni forniremo i dettagli dello studio, ma quello che dobbiamo fare sin da ora è ridurre ulteriormente gli spostamenti, siamo certi che in molti casi possono essere evitati”.