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Coronavirus, Amt taglia i bus per la terza volta e sospende a oltranza il servizio NaveBus

La riprogrammazione del servizio riguarderà anche metropolitana. La Regione chiede al Governo misure in sostegno del trasporto pubblico

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Genova. Amt riduce ancora il servizio visto il continuo calo di utenti e annuncia il varo di un nuovo orario speciale a partire dal 30 marzo. Si tratta della terza rimodulazione dall’inizio dell’emergenza, ad appena una settimana dall’ultimo ritocco.

“Anche questo nuovo orario – comunica l’azienda – ha come prerogativa fondamentale di continuare a garantire la copertura di tutta la rete servita da Amt seppur con frequenze rimodulate. Nessuna zona della città verrà privata del servizio di trasporto pubblico così da garantire a tutti la necessaria mobilità per le attività autorizzate”. La riprogrammazione del servizio riguarderà anche metropolitana e Navebus.

Per quanto riguarda la metropolitana rimangono invariati gli orari di servizio, metro aperta nei giorni feriali con prima corsa ore 5.00 e ultima corsa ore 21.05, al sabato e alla domenica prima corsa ore 6.00 e ultima corsa ore 21.00, ma con un calo della frequenza nei giorni feriali.

Dal 30 marzo il servizio via mare Navebus sarà sospeso; il collegamento tra Caricamento e Pegli è garantito dalla linea bus 1.

Variazione anche per i servizi bus sostitutivi della funicolare Zecca Righi e della cremagliera di Granarolo: le linee bus F1, F2 e G1 saranno attive fino alle ore 21.00. Anche il servizio sostitutivo dell’ascensore Manin-Contardo avrà un nuovo orario e sarà attivo dalle ore 8.00 alle ore 19.00.

Continuerà da parte di Amt l’attività di monitoraggio dei carichi così da poter effettuare eventuali interventi di rinforzo/diminuzione qualora se ne registrasse la necessità. I nuovi orari saranno consultabili sul sito e sulla app.

Intanto la Commissione Infrastrutture e Governo del Territorio della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, che si è riunita martedì in videoconferenza unitamente alla Commissione Lavoro, ha approvato una serie di importanti misure da presentare all’esecutivo volte alla salvaguardia delle aziende di Trasporto pubblico italiano colpite duramente dall’emergenza sanitaria.

Queste le misure approvate: garantire, anche in assenza di servizi e salvo l’esistenza di procedimenti contenziosi in corso, il flusso di cassa tramite il versamento del 100% degli importi contrattualmente previsti fino al termine delle misure di contenimento del virus; la costituzione di un fondo straordinario destinato a tutte le Regioni con una dotazione iniziale di almeno 600 milioni di euro; l’incremento del Fondo Nazionale Trasporti di 58 milioni di euro per il 2020, di 60 milioni di euro per il 2021, di 70 milioni per il 2022 e di 100 milioni di euro a decorrere dal 2023; l’estensione dell’istituto della cassa integrazione salariale in deroga per la durata della sospensione o riduzione del rapporto di lavoro, conseguente all’emergenza sanitaria, in caso di esaurimento della dotazione patrimoniale del Fondo di solidarietà.

“Si tratta di molti provvedimenti che da tempo come Regione Liguria abbiamo chiesto al Governo – dichiara l’assessore regionale ai Trasporti Gianni Berrino – al fine di scongiurare che le enormi difficoltà che le aziende di Tpl stanno affrontando in questo particolarissimo momento possano avere serie ripercussioni in futuro”.