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Denuncia

Coronavirus, allarme dei farmacisti: “Noi in prima linea, senza mascherine per proteggerci”

Il presidente dell'ordine Castello: "Siamo molto preoccupati, tutti i giorni a contatto col pubblico: dopo gli ospedali veniamo noi"

Genova. “Siamo molto preoccupati. Faccia conto che io sto usando la stessa mascherina chirurgica da dieci giorni. La disinfetto spesso con l’alcol, mi sono fatto una garza in tnt e la cambio tutti i giorni. Ma è assurdo”. La denuncia arriva da Giuseppe Castello, presidente dell’ordine dei farmacisti di Genova e di Federfarma Liguria. In rappresentanza di una delle categorie risparmiata dall’ondata di chiusure dei decreti governativi, e anche per questo tra le più esposte al rischio di contagio da coronavirus.

“Anche noi siamo in prima linea – reclama Castello – anche perché in questi giorni abbiamo ancora più afflusso del solito, visto che gli studi medici in gran parte sono chiusi e la gente viene da noi a prendere le ricette. Capisco le priorità degli ospedali, è correttissimo. Ma subito dopo veniamo noi che siamo a contatto col pubblico tutto il giorno. Lei non si immagina le telefonate che ricevo quotidianamente da colleghi che si lamentano perché sono esposti e non hanno mezzi per difendersi”.

Qualche farmacista si è organizzato con strategie per evitare che i clienti entrino al balcone. Si fa la fila all’esterno e si viene serviti attraverso la saracinesca. Scene quotidiane di chi non ha più dispositivi di protezione, né da vendere né da indossare: “Il problema è che non si trovano, ve lo assicuro, i grossisti non le tengono e l’industria non le consegna. Non sappiamo più come fare”, ribadisce Castello. L’ordinanza regionale che ha imposto la requisizione delle scorte residue è andata praticamente a vuoto: “La maggior parte di noi era senza mascherine da giorni. Ci spiace non essere riusciti a soddisfare né la clientela né la richiesta degli ospedali”.

Dai farmacisti parte allora l’appello alla Regione, che proprio ieri ha annunciato il prossimo arrivo di 5 milioni di mascherine chirurgiche da consegnare ai Comuni ma non ha nominato questa categoria tra quelle destinatarie dei dpi: “Come delegato regionale ho già chiesto tre volte di rifornirci, ho parlato con l’assessore Viale. Noi ne abbiamo realmente bisogno. Servirebbero in tutta la Liguria almeno 50mila mascherine per andare avanti 10-12 giorni. Sarebbe il minimo indispensabile”.

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