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Coronavirus, aiutare i senza dimora: la sfida di San Marcellino per non abbandonare gli ultimi

Case messe a disposizione, strutture modificate per garantire le distanze di sicurezza, camere d'albergo pagate dalla stessa associazione. Un senzatetto ha già perso la vita. Ma in pochi si sono allontanati

Genova. “Quando arrivo là, i saluti sono per forza poveri di quella espansività che fino a qualche tempo fa era misura reciproca di quel che stava maturando in affetto, confidenza, amicizia e fiducia, passin passetto. Per tutti, per loro e per noi, è difficile volersi bene, accogliere o essere accoglienti con la separazione di quel benedetto metro minimo, senza vicinanza né abbraccio. E’ bello però vedere come ciascuno di noi sia capace di sostituire queste effusioni con sguardi più speciali o con parole e pensieri più sentiti”, così scrive Sofia, una delle volontarie della comunità di San Marcellino, storica realtà genovese che si occupa di assistere le persone senza fissa dimora.

Anche San Marcellino, come altre associazioni e cooperative del terzo settore attive in questo ambito delicatissimo, hanno dovuto misurarsi con le misure speciali imposte dall’emergenza Coronavirus ma non si è arresa ad aiutare il prossimo.

“Dove ci occupiamo delle persone in condizione di senza dimora – dicono da San Marcellino – abbiamo dovuto fare i conti con questa oscurità e questa tempesta che ha travolto tutto il nostro modo di operare. E fin da subito, già dallo slogan che indirizza questo tempo #iorestoacasa, abbiamo percepito la situazione di ingiustizia dei poveri a cui cerchiamo di stare vicino, che non possono che dire #iovorreirestareacasa”.

“Abbiamo lavorato per offrire differenti tipologie di protezione h24 – continuano dall’associazione – offrendo alle persone più fragili e dove possibile, una soluzione in pensione in camera singola per tutelarle maggiormente. Siamo ovviamente molto preoccupati per le numerose persone che restano in strada e per quelle con febbre che non hanno un luogo in cui trascorrere l’isolamento fiduciario. Dobbiamo ringraziare tutti gli operatori ed i volontari che sono incessantemente impegnati nel tenere aperti i servizi, questo comporta un notevolissimo sforzo economico imprevisto ed imprevedibile che al momento è interamente sulle spalle di San Marcellino”.

L’associazione sta seguendo 16 persone ora in albergo di cui 13 a carico della comunità stessa, 9 in camera singola negli spazi acca24, 12 in altre camere singole in comunità, 7 senza fissa dimora sono stati accolti da amici o parenti, 3 si trovano in alloggi di San Marcellino e 9 in altri alloggi di proprietà dei volontari, una persona è stata affidata al 112 per le cure, una è deceduta, una si è allontanata.

La pronta risposta dell’associazione ha permesso di riorganizzare il servizio del Centro di Ascolto e di mantenere, nel rispetto delle prescrizioni, attivi tutti i presidi di accoglienza notturna ed alloggiativi.