Genova. E’ da sempre una delle piazze più belle di Genova e del suo centro storico, ed è anche una di quelle più vitali. In questi giorni di isolamento forzato è però silenziosa in modo quasi surreale, deserta, irriconoscibile seppure affascinante. Stiamo parlando di piazza Lavagna, un teatro urbano fatto di finestre e persiane.
Nei primi giorni di quarantena, almeno per qualche minuto ogni sera, la piazza è tornata a vivere grazie all’idea – e al proiettore – di Elisabetta Ferrando e Sarah Genovese. L’idea è stata quella di proiettare su un palazzo alcuni classici della canzone italiana, al calare del sole, per condividerli con gli altri abitanti della zona. I video sono tuttora disponibili sulla pagina facebook “Sui muri di piazza Lavagna” e nuove proiezioni saranno effettuate da domenica prossima alle 21.
“C’era quel bel muro lì davanti che ci chiamava”, scherzano. Elisabetta è una videomaker, Sarah organizza eventi: due attività messe ko dai decreti di salvaguardia della salute del governo e che quindi hanno avuto parecchio tempo a disposizione. “Fin troppo, trovare i video, montarli, portarli in bianco e nero per renderli più visibili è diventato quasi un lavoro – racconta Elisabetta – ma condividerli con gli altri è stato bellissimo, speravamo che la quarantena potesse finire il 3 aprile ma è chiaro che non sarà così quindi andremo avanti con altre proiezioni”.
Mina, Ivano Fossati, Bruno Lauzi, Nada e tanti altri gli artisti di un tempo lontano ma non troppo che, sulla parete dell’edificio, riportano l’atmosfera a quella di un’Italia del boom economico, mai così opposta a quella di oggi, a quella che si prospetta, purtroppo.
“L’iniziativa è stata messa in atto in maniera del tutto casalinga – continua Elisabetta Ferrando – il proiettore ha una gettata di quattro metri, lo tengo in mano fuori dalla finestra per farlo rendere al meglio, però le persone sembrano apprezzare”.
Uno squarcio di poesia in musica, e di energie positive, in giorni silenziosi e forse sì, in bianco e nero.