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Coronavirus, Carlo Felice: saltano un’opera e diversi concerti

Presto saranno comunicate le modalità del rimborso. Orazi: "Chiesta moratoria quota Bray 2020 che per noi ammonta a 405 mila euro"

Una notte al Teatro Carlo Felice / Aperitivo & Music

Genova. Saltano tutte le date del Ballo in Maschera di Giuseppe Verdi, previsto dal 15 al 24 marzo, i concerti sinfonici del 27 marzo e del 3 aprile (perché non possono essere fatte le prove) e i concerti del ciclo “domenica in musica” previsti l’8, il 15 e il 29 marzo.

Il Teatro Carlo Felice si prepara ad affrontare un mese di stop totale all’attività alla luce di quanto comunicato nel decreto del presidente del consiglio dei ministri per contenere la diffusione del coronavirus Covid-19, cercando anche di capire sia come comportarsi nei confronti dei lavoratori del teatro, sia come fronteggiare la crisi inevitabile che sta investendo tutto il settore.

Intanto arriva la promessa del sovrintendente di recuperare nella prossima stagione (probabilmente nel 2021) Il ballo in maschera, e non manca anche un appello ad avere senso di rensponsabilità.

claudio orazi

“Questa mattina ho parlato con Marco Bucci e Giovanni Toti – spiega il sovrintendente Claudio Orazi (nella foto) – che rappresentano i principali soci pubblici della Fondazione Teatro Carlo Felice, poi alle 9 ho visto le rappresentanze sindacali del teatro, comunicando la situazione”.

Il sovrintentente ieri ha visto accolta dal tavolo immediatamente convocato dall’Anfols (Associazione Nazionale Fondazioni Lirico-Sinfoniche) la proposta proprio del Carlo Felice di chiedere una moratoria sul pagamento 2020 della cosiddetta “quota Bray” che le Fondazioni devono versare ogni anno e che per il teatro genovese ammonta a 405 mila euro annui.

“Con le altre Fondazioni – chiarisce Orazi – stiamo lavorando per avere una posizione unitaria anche sugli aspetti di organizzazione del lavoro all’interno del teatro, sulle modalità di impiego delle risorse umani stabili, dagli amministrativi agli orchestrali sino ai membri del coro. Appena avremo regole codificate lo comunicheremo al più presto”. Per esempio la distanza minima di un metro da rispettare per ridurre le possibilità di contagio, non potrebbe essere rispettata dall’orchestra, anche durante le prove, per questo salta anche il concerto del 3 aprile, per mancanza di possibilità di provare.

Orazi puntualizza che il tema della stabilità economica del teatro sarà un tema degli amministratori, di fatto distinguendo tra consiglio di indirizzo della Fondazione e organo di gestione: “Saranno loro a occuparsi dei fondi che dovrebbero essere stabiliti per lo spettacolo dal vivo nel futuro decreto con le misure a sostegno dell’economia danneggiata da queste misure di prevenzione”.

A breve il teatro comunicherà le modalità di rimborso dei biglietti venduti e l’eventuale recupero.

 

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