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Il rebus si complica

Autoparco, Bucci a caccia di un’alternativa a villa Bombrini: “Se la troviamo sarà una vittoria per la città”

Oggi durante la commissione consiliare è emerso che i camion dovranno lasciare l'area di Campi il 6 marzo e l'opzione Cornigliano non è (ancora) percorribile

villa bombrini autoparco ex ilva

Genova. “Se riusciamo a trovare una soluzione alternativa per non far andare i camion a villa Bombrini sarà una vittoria per tutta la città”. Lo afferma il sindaco di Genova Marco Bucci alla vigilia della discussione in consiglio comunale della delibera di giunta sul progetto di un parcheggio per camion in un area ex Ilva a Cornigliano. La discussione del documento era già stata calendarizzata nei giorni scorsi nonostante mancasse ancora il passaggio in commissione, avvenuto solo oggi.

E il sindaco ha confermato quanto emerso in commissione ovvero che l’amministrazione è alla ricerca di spazi dove collocare al più presto oltre 200 tir che a breve dovranno lasciare un’altra area in zona Campi. “Stiamo cercando soluzioni di breve, medio e lungo periodo – afferma Bucci – proprio oggi ho svolto alcuni sopralluoghi e spero di chiudere su uno spazio che possa sciogliere i nodi accogliendo le richieste degli autotrasportatori e dei cittadini, restano poi da trovare soluzioni definitive sul lungo periodo, su aree già elencate come l’ex Colisa o l’ex centrale interna all’Ilva, e solo come estrema ratio potremo mandare i camion a villa Bombrini, cosa possibile anche in urgenza se per un massimo di 90 giorni consecutivi, in base alle normative urbanistiche, ma vorrei evitare quest’ultima soluzione”.

Una cosa è certa: i tempi sono stretti. Questa mattina durante la commissione consiliare Giuseppe Tagnochetti, coordinatore ligure di Trasportounito, associazione di categoria dell’autotrasporto, ha spiegato che il 6 marzo scatterà la disdetta per la locazione dell’area in zona Campi. Ma anche se la delibera di giunta dovesse passare e avere il via libera del collegio di vigilanza sulle aree ex Ilva (in programma il 4 marzo), trattandosi di una modifica del Puc sarebbero necessari almeno altri 30 giorni per la presentazione delle osservazioni e altri giorni per le relative risposte e per la discussione e votazione definitiva.

Inoltre, in quel periodo, facile che la delibera possa essere impugnata al Tar da uno dei tanti soggetti che ricordano come in quell’area ex Ilva, in base all’accordo di programma del 2005, vada realizzato un parco e che ogni modifica all’accordo, anche transitoria, deve essere sottoscritta da tutti i firmatari, tra cui i sindacati. Di fronte a questa impasse l’assessore all’Urbanistica Simonetta Cenci ha dichiarato: “Stiamo valutando tutte le possibilità alternative in attesa che la delibera sia approvata ed efficace” ma non ha risposto alle domande di alcuni consiglieri di maggioranza, come Enrico Pignone (Lista Crivello) e Alessandro Terrile, su quali fossero queste soluzioni alternative visto che il tempo utile per risolvere il problema è molto limitato.

Intanto nelle ultime ore, nello spiazzo dietro a villa Bombrini, sono stati effettuati alcuni lavori, in particolare il terreno è stato ricoperto con un telo e poi con della ghiaia. La giunta ha spiegato che l’intervento era programmato da tempo nell’ambito della bonifica di quell’area ed eseguito dalla società Sviluppo Genova ma le opposizioni, su iniziativa di Gianni Crivello, hanno scritto una lettera chiedendo che senso abbia avuto svolgere la commissione e che senso avrà la seduta del consiglio comunale di domani se i lavori per la realizzazione dell’autoparco sono già iniziati. “Quei lavori non c’entrano nulla con l’autoparco”, ribadisce Bucci.

Sullo sfondo della discussione la figura dell’imprenditore della logistica Aldo Spinelli. Secondo le opposizioni, e in particolare il M5s, tutta la partita dell’autoparco è un “favore” che la giunta di centrodestra sta facendo a quello che diverse indiscrezioni di stampa danno come uno dei finanziatori della fondazione Change del governatore ligure di Giovanni Toti. Il tema è stato sollevato anche da Patrizia Avagnina, storica pasionaria delle battaglie del quartiere per chiusura dell’altoforno: “Capiamo che c’è fame di aree – ha detto durante il suo intervento – ma non vogliamo le mani di una persona sulla città”.

Alla commissione di questa mattina erano presenti i sindacati, risultati sostanzialmente spaccati con la Cgil contraria all’autoparco se non sarà subordinato alla modifica ai termini di legge di accordo di programma e puc, la Cisl possibilista e la Uil favorevole alla soluzione. Tra gli auditi anche i ragazzi di Fridays For Future Genova e Mario Bianchi, presidente del municipio Medio Ponente. Questi ultimi hanno espresso le loro critiche al progetto.

A proposito, la delibera che domani sarà presentata in consiglio comunale per la prima votazione potrebbe essere bloccata per motivi di irregolarità non essendo accompagnata dal parere del municipio, non vincolante ma obbligatorio. Insomma sono molti gli elementi che rischiano di complicare una partita già complicata. Il Pd attacca: “L’errore macroscopico della Giunta Bucci è quello di avere pensato di risolvere l’emergenza dell’autoparco individuando un’area che aveva bisogno di una modifica delle norme urbanistiche”.

Nel frattempo manca meno di una settimana al momento in cui si rischia che i tir, sfrattati da Campi, debbano trovare un posto dove sostare – ovunque – nelle strade della città.

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