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Torneo di Viareggio, amarcord Sampdoria

Ai ragazzi di Felice Tufano il compito di cercare di vincere il Torneo di Viareggio per la quinta volta della storia blucerchiata

Viareggio. Le vittorie della Sampdoria, al Torneo di Viareggio, sono piuttosto “datate”, quindi sarebbe ora di rinverdirle.

Nella prima, nel 1950, al timone della formazione blucerchiata, c’era mister Gipo Poggi, mentre sulla panchina avversaria (Roma) sedeva un allenatore che diventerà, in seguito, un “guru”, quel Fulvio “Fuffo” Bernardini, che sta, di diritto, sul podio – con Vujadin Boskov e Sven-Göran Eriksson – riservato ai migliori allenatori della storia doriana.

Quella sfida la vinse (2-1) Poggi (che in futuro – scherzi del destino – vide la sua carriera legata proprio al “dottore”, del quale fu a lungo il vice), schierando questo undici: Pegan, Favenza, Camoirano, Bartoletto, Soraggi, Corti, Basso, Pieri, Fontana, Guasco, Pruzzo. I due goal li misero a segno Fontana e Guasco.

Nel ’58 gli avversari di questi undici doriani (Sardelli, Tomasin, D’Assereto, Delfino, Nadalin, De Grassi, Bolzoni, Mora, Massa, Recagno, Giordano) furono i quasi padroni di casa della Fiorentina, ma nelle fila blucerchiate scesero in campo diversi giovani, che calcheranno a lungo i campi della Serie A; fra loro Bruno Mora, forse il miglior 7 della storia blucerchiata (Nazionale, Juventus, Milan, nel suo successivo curriculum. L’apice la Coppa dei Campioni, vinta con i rossoneri contro il Benfica, nel ’63 a Wembley. Il numero 10, allora riservato all’asso della squadra, in quel Doria che vinse il Viareggio, lo indossava invece il varazzino Giuseppe Recagno.

Passano cinque anni e nel ’63, arriva il tris, contro Bologna, battuto in finale per 2-1, con reti di Pienti e Bertolazzi.

Questa la formazione vittoriosa nella sfida con i felsinei, arbitrata da Concetto Lo Bello, all’epoca il miglior arbitro italiano: Valeri, Vezzoso, Trinchero, Forante, Morini, Garbarini, Bertolazzi, Frustalupi, Salvi, Pienti, Malventi. Anche in questo caso tanti “pezzi da novanta” in campo, fra i quali spiccavano “Ciccio” Morini, Giancarlo Salvi e Mario Frustalupi.

Per fare il poker bisognò aspettare il 1977, con i ragazzi allenati da Giorgio Canali (Pionetti, Galleni, Baesso, Rossi, Mariani, Mura, De Giorgis (Pavan), Paolini, Notaro, Lombardo, Chiorri (Monaldo), che fecero il miracolo di superare 2-1 un Milan ricco di stelle, in una finale bis, dopo l’1-1 ai supplementari della prima finale. I goal li misero a segno Alviero Chiorri e Adriano Baesso, idolo di casa, viareggino di nascita. Al centro della difesa della squadra rossonera, giocavano “nientepopodimenoché” Fulvio Collovati e Franco Baresi, le future colonne della Nazionale azzurra.

Punti di forza di quella formazione erano mister Canali, uno dei primi ad applicare la “zona” ed il “marziano” Chiorri, capace – all’esordio in prima squadra, in Coppa Italia contro la Fiorentina – di mettere alla frusta il nazionale Moreno Roggi, con un campionario infinito di dribbling, tunnel, pallonetti.

L’albo d’oro del torneo evidenzia anche tre medaglie di bronzo (’49, ’56 e ’74) e quattro d’argento (’51, ’55, ’86 e 2009) ed è proprio quest’ultimo piazzamento che ha lasciato tanto amaro in bocca, non tanto per la sconfitta in finale, contro la Juventus (4-1) di Immobile, Ekdal e Giovinco, ma piuttosto per il fatto che di quei ragazzi, solo Soriano è riuscito a “sfondare”, mentre altri (come Fiorillo, Regini, Mustacchio, Marilungo ed il newyorkese Gabriel Ferrari), pur vantando una carriera apprezzabile non sono riusciti a perseguire quelle “vette” che promettevano raggiungere da giovani… perché il compito dei vivai, più che vincere tornei, è quello di formare giocatori per la prima squadra, ricordiamocelo anche a Viareggio.