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Sabato il presidio di Autostrade Chiare per chiedere “sicurezza e giustizia”. La revoca? “Solo dopo che avranno pagato danni e manutenzione”

In piazza cittadini, associazioni e i parenti delle vittime del Morandi "perché nessuno subisca quel che abbiam patito noi"

Genova. “Faremo sentire la nostra voce per chiedere sicurezza e giustizia perché non possiamo continuare a dover scegliere se viaggiare senza rischiare la nostra incolumità oppure prendere un’autostrada”. Il comitato Autostrade Chiare, costola giuridica del gruppo Facebook nato a dicembre e che conta ormai 62 mila iscritti, riassume così lo slogan della manifestazione che si terrà sabato 15 febbraio in largo Pertini a partire dalle 15. Un presidio “pacifico e apartitico” ricorda il presidente del comitato Luca Ternavasio, che si è presentato ufficialmente alla stampa insieme al sindacato di probiviri Davide Pagnacco e al vicepresidente Ottavio Cimarosti per protestare contro una situazione diventata intollerabile “perché se ora ci sono cantieri ovunque significa che prima non è stato fatto niente”.

Il comitato si sta attivando su diversi fronti, dalla creazione di un proprio team di ingegneri che stanno cominciando in autonomia a ispezionare i viadotti al collegamento con alcuni studi legali “con cui stiamo valutando le strade da intraprendere per chiedere i danni”. Esclusa la class action, “impraticabile di fatto per la nostra situazione e con il nostro ordinamento giuridico” le altre possibilità riguardano la richiesta di danni penali e civili attraverso diversi strumenti. Rispetto alla revoca della concessione il comitato ha una linea chiara: “E’ ovvio che non vogliamo più come cittadini avere a che fare con questi concessionari – spiega Ternavasio – ma prima vogliamo capire i diversi scenari, dal chi gestirà le autostrade a chi farà la manutenzione. Prima devono pagare e poi vedremo come revocare questa concessione”.

Alla manifestazione di sabato parteciperanno singoli cittadini ma anche associazioni come le Anpass: “Pagano le autostrade – ricorda Cimarosti – ma ormai i tempi di percorrenza anche per loro sono altissimi. Sono volontario della Croce rossa e l’altra notte so di un’ambulanza che ci ha messo un’ora e 15 per andare da Santa Margherita a Lavagna”. Alla protesta potrebbero partecipare anche rappresentanti istituzionali ed esponenti politici: “Non abbiamo invitato nessuno ma in diversi ci hanno contattato. La manifestazione è aperta a tutti – ricorda il presidente – purché non ci siano bandiere, spille o cappelli di alcun tipo”.

In piazza ci sarà anche il comitato dei parenti delle vittime di ponte Morandi, come spiega Giuseppe Matti Altadonna, padre di Luigi: “Sicurezza e giustizia sono anche le nostre parole d’ordine – dice – per questo abbiamo creato con loro una specie di famiglia allargata. Vogliamo solo poter viaggiare sicuri su queste autostrade e non vogliamo che altri patiscano quello che abbiamo patito noi”. Per questo una delegazione del comitato autostrade chiare parteciperà il 14 febbraio al volantinaggio organizzato dai parenti delle vittime nell’autogrill di Genova Ovest.