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Regionali Liguria, tutto tace sul fronte M5S. Pd: “Decidano se vincere o fare una battaglia di testimonianza”

Intanto il Campo Progressista schiera una delegazione pronta a trattare con chi vorrà trattare sui temi di incontro

Genova. Dal “Blog delle Stelle” tutto tace (almeno mentre scriviamo), dal reggente Vito Crimi e dagli ambienti romani pure. Nonostante dal M5S fossero arrivate rassicurazioni sulla rapidità con cui i vertici avrebbero dato o meno il via libera alla votazione su Rousseau sul tema dell’alleanza con il centrosinistra, il Pd e il cosiddetto Campo Progressista si trovano a ragionare senza sapere se ci sarà o meno l’alleato. L’impressione è che nelle alte sfere del Movimento si voglia evitare di demandare la decisione a una consultazione nazionale su Rousseau e si preferisca ancora tentare di sciogliere il nodo in un gruppo più ristretto.

La pazienza è a livello “riserva” ormai da tempo ma da parte del Pd e delle altre voci del centrosinistra, che nel pomeriggio si sono incontrati, arriva un’ulteriore gesto di incontro nei confronti del M5S. “Non sappiamo se vorranno fare l’alleanza ma intanto ci portiamo avanti creando una delegazione pronta a trattare con chi vorrà trattare – spiega il segretario regionale del Pd Simone Farello – entro giovedì sera le varie voci, la sinistra, gli ambientalisti, i centro liberali esprimeranno un nome, ma non solo, questa delegazione porterà sul tavolo quelli che sono i temi su cui portare avanti un accordo”.

Sanità, trasporto pubblico, locale, ambiente e un modello di sviluppo che sia socialmente sostenibile. E il messaggio che i Dem vogliono mandare ai Cinquestelle è chiaro: la coalizione così come è composta oggi non è cementificatrice né liberista e quindi non ci sono motivi per cui non si possa discutere insieme.

Però il Pd, da domani, inizierà davvero a battere il tempo. “Gli M5s devono decidere se vogliono battere il centrodestra alle elezioni o se vogliono fare una battaglia di testimonianza”, avverte Farello che invia una missiva non troppo dissimile anche a Italia Viva (che con i Calendiani era assente alla riunione di oggi): “Italia Viva deve dirci se si dichiara componente di questo tavolo e vuole ragionare insieme a noi o se invece vuole essere solo un interlocutore”.

In questa situazione di profonda incertezza, anche la questione candidato passa in secondo piano. Certo è che se il M5S dovesse accordarsi sull’alleanza con il Pd probabilmente non si accontenterebbe di un candidato condiviso e condivisibile (Sansa o Massardo) ma potrebbe avanzare ben altre pretese chiedendo di scegliere un nome più identificabile con il movimento stesso. E intanto chi era sembrato in pole per correre contro l’attuale governatore Toti inizia ad avere qualche dubbio in più sulla possibilità di farcela.