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Regionali Liguria, oggi assemblea M5s: allearsi col centrosinistra o candidare Alice Salvatore?

Dibattito a porte chiuse al Cap, ieri a Roma il verdetto della piazza: "Niente alleanze coi partiti"

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Genova. Probabilmente non sarà la giornata decisiva, ma quello di oggi risulterà comunque un passaggio cruciale per capire cosa succederà alle prossime regionali in Liguria. Mentre ieri il governatore uscente Giovanni Toti ha presentato ufficialmente la sua lista “arancione”, che punta ad avere ancora un peso decisivo all’interno della coalizione di centrodestra, il Movimento 5 Stelle deve ancora sciogliere il nodo dell’alleanza col centrosinistra.

Ci si proverà questa domenica pomeriggio, alle 15 al Cap di via Albertazzi, dove si ritroveranno tutti in assemblea: i parlamentari e i consiglieri eletti (quasi tutti a favore dell’unione giallorossa), gli attivisti (che invece sono divisi), la candidata scelta online Alice Salvatore (zero volontà di fare passi indietro) e i facilitatori che dovranno poi riportare a Roma l’esito della riunione.

Attenzione, però: non sarà un’assemblea deliberante. Su questo punto sono stati tutti chiari: il meeting si terrà a porte chiuse, chi si è prenotato online avrà diritto di parola nell’ordine prestabilito, ma alla fine non ci sarà alcuna votazione, neanche sommaria. Sarà il tenore degli interventi a far emergere, eventualmente, la “maggioranza schiacciante” chiesta dal reggente Vito Crimi per prendere in considerazione ipotesi diverse da quelle della corsa solitaria.

Come fare, tuttavia, a non tenere conto di quello che è successo ieri a Roma? In piazza Sant’Apostoli una folla di 5mila persone ha rispolverato tutti i concetti con cui il Movimento 5 Stelle è nato: tagliare i vitalizi dei parlamentari, basta casta e soprattutto niente alleanze. Un’osanna per Luigi Di Maio che formalmente non ha più ruoli ma risulta capo politico a furor di popolo. Proprio lui, che nella capitale era il principale sponsor di Alice Salvatore. L’altro è Davide Casaleggio. Mentre Beppe Grillo, al momento, sembra mantenersi ai margini della discussione.

Insomma, la strada per l’alleanza appare decisamente in salita. Del resto non è mai stato altrimenti. Dopo l’assemblea genovese la palla passerebbe comunque a Crimi. Che avrebbe a disposizione tre opzioni. La prima, chiudere le porte al centrosinistra e confermare Alice Salvatore come candidata del Movimento. La seconda, mettere ai voti su Rousseau la possibilità di un accordo politico coi partiti del campo progressista. La terza, decisamente improbabile, bypassare la piattaforma online e intavolare una trattativa de visu con gli esponenti romani del Pd che da mesi tendono una mano.

Già, la mano tesa. Per quanto ancora? L’indicazione giunta a Genova dalla segreteria nazionale Dem è stata perentoria: quindici giorni. Che ad oggi sarebbero sette. Insomma, ancora una settimana cuscinetto per non lasciare nulla di intentato. I rappresentanti liguri della coalizione, invece, si sono visti venerdì e hanno convenuto che da lunedì dovrà partire necessariamente il dialogo coi cinque stelle, sempre che l’assemblea di oggi apra uno spiraglio. Al tavolo non c’erano i renziani di Italia Viva, sempre più vicini all’idea di correre da soli.

Ad oggi la strada più spianata in caso di mancata alleanza è quella che porta a Ferruccio Sansa, giornalista del Fatto Quotidiano che in pratica attende solo la chiamata. Molti esponenti del Pd lo ritengono il candidato civico ideale per conquistare le simpatie dei grillini “ribelli”, pronti a praticare il voto disgiunto come successo in Emilia-Romagna. Il suo nome raccoglie consensi anche e soprattutto a sinistra, ma è degno di nota anche lo “zoccolo duro” che si è creato intorno all’ingegnere Aristide Massardo, auto-candidato col progetto “Oltre” e sostenuto ufficialmente da Italia in Comune e Psi. Le altre opzioni, per ora, sarebbero puro esercizio retorico.