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Regionali Liguria, domani vertice M5S sull’alleanza, il Pd scruta i sondaggi per risolvere l’enigma candidato

A Roma incontro tra i parlamentari pentastellati, Alice Salvatore e il facilitatore Toninelli, a Genova la base di centrosinistra ragiona sui nomi tra mal di pancia e obbiettivi ambiziosi

Genova. “Ma veramente vogliamo candidare Sansa?“, questa è la domanda che in alcuni ambienti, tra la base del Pd e nell’estesa galassia del centrosinistra genovese e ligure, si stanno facendo da qualche giorno. Da prima di questo weekend in cui il giornalista del Fatto Quotidiano, penna “anti kasta” e in alcune occasioni molto duro anche con lo stesso partito per cui potrebbe correre alle prossime elezioni regionali, ha incontrato il ministro della Giustizia Andrea Orlando e sostanzialmente ricevuto il suo nulla osta.

La risposta a quella domanda è “sì, se”. Quello di Ferruccio Sansa resta il nome più forte e di maggiore impatto nel caso i dem riuscissero a centrare l’alleanza con il M5S. Un nome che sarebbe portato in palmo di mano nonostante i mal di pancia ma in nome della matematica. La somma dei voti dei partiti oggi all’opposizione – Pd+M5S+sinistra, magari senza Italia Viva – potrebbe permettere alla coalizione di iniziare la campagna elettorale con “soli” quattro punti percentuali rispetto al governatore in carica e super-favorito Giovanni Toti.

L’alleanza, già realtà per quanto riguarda il governo, potrebbe prendere concretezza o al contrario essere esclusa per sempre dopo l’incontro previsto per domani a Roma tra la leader M5S e vincitrice delle “regionarie” Alice Salvatore, i parlamentari “grillini” e Danilo Toninelli, ex ministro che ora ricopre l’incarico di facilitatore per le elezioni regionali.

Che Salvatore non abbia alcuna intenzione di cedere al matrimonio di convenienza è cosa nota. Se non fossero bastate le dichiarazioni della scorsa settimana, basti dare un’occhiata al post apparso con tempismo eclatante, ieri, sul Blog delle stelle e quindi sulla pagina Facebook della consigliera regionale. Ma non tutti nel movimento la pensano come lei, anzi.

Per questo la soluzione Sansa potrebbe essere valida anche in caso di corsa indipendente. Il giornalista del Fatto Quotidiano potrebbe attrarre, sulla falsa riga di quanto accaduto in Emilia Romagna con Bonaccini e con il voto disgiunto, anche le preferenze di alcuni elettori pentastellati.

Nelle segreterie di partito si ragiona sui nomi alternativi: dall’esponente del terzo settore Bandiera al manager Cuttica, dallo stesso Orlando alla sindaca di Sestri Levante Valentina Ghio, fino al (per ora) sempre disponibile Aristide Massardo. Con uno sguardo ai sondaggi. Se i M5S dimostrassero di contare meno del previsto non sarebbe più così necessario cercare un candidato d’incontro.