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Porto di Genova, Msc pigliatutto: dopo Bettolo e le crociere vuole anche il terminal Sech

Aponte a Genova incontra Toti, Bucci e Signorini: nuovo terminal operativo da maggio, si attende il via libera di Enac

Genova. Colpo di scena nel risiko delle banchine del porto di Genova. Mentre infuria la bufera sulla fusione dei terminal container Psa e Sech, osteggiata dalla maggior parte dei concorrenti sulla base di una legge che impedisce due concessioni della stessa tipologia nello stesso scalo, il numero uno di Msc Gianluigi Aponte entra a sorpresa nella partita. “Ma lei sarebbe interessato ad acquistare il Sech?“, gli chiedono i giornalisti all’uscita dell’incontro in Regione con Toti, Bucci e Signorini. “Penso di sì“, risponde lui. E conferma l’interesse per le crociere a Ponte Parodi.

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Msc pigliatutto, dunque. Anzitutto Calata Bettolo, che era il tema al centro del vertice in piazza De Ferrari. Il nuovo terminal da 550mila Teu per partire attende solo il via libera di Enac (presente al tavolo) sulle maxi gru da 80 metri che Aponte vuole installare in banchina, a rischio interferenza col cono aereo: “Già stiamo facendo i lavori preliminari – spiega il comandante – le prime navi arriveranno ad aprile-maggio con gru mobili, in un secondo momento installeremo le gantry crane a lungo termine. Il nodo da sciogliere? È senz’altro Enac, ma lì non abbiamo preoccupazioni. Bettolo è il terminal meno preoccupante dal punto di vista delle gru”.

Aponte si era già opposto all’operazione Psa-Sech inviando una lettera al presidente Signorini. L’autorità portuale dovrà esprimersi a fine mese dopo aver cercato invano una risposta dall’Antitrust e dal ministero, sottoposto a sua volta a pressioni politiche eterogenee a favore della fusione. No alla fusione perché “sarebbe un monopolio“, osserva Aponte. E in effetti la legge gli darebbe ragione. Situazione che tuttavia si riproporrebbe tale e quale se fosse lui a comprare il Sech, con l’eccezione che le aree sarebbero contigue e che potrebbero essere riunite in un compendio, sfuggendo perciò alla normativa.

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In ogni caso le dichiarazioni restano agli atti. “Saremmo interessati per i container. Potrebbe essere il futuro, non credo a tanti piccoli terminal, abbiamo sempre detto che è meglio riunire i volumi in un solo terminal. Questa potrebbe essere un’idea”, continua Aponte. Che ribadisce anche l’interesse per Ponte Parodi, un’area che rientrerà nella riqualificazione di Hennebique e che potrebbe prestarsi all’attracco delle navi più piccole extra lusso: “Investiremo quello che serve, ha senso farlo”. Da ricordare che Msc detiene anche il 49% del terminal Messina e una quota di Stazioni Marittime.