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Ponte Morandi, il Tar: “Insensibili alla tragedia? Polemica inutile, sul ricorso Aspi non decidiamo noi”

L'avvocatura di Stato nel ricorso sul rinvio alla Consulta: "Affermazioni superficiali, nessun accenno al dramma dell'evento"

Genova. “Non bisogna fare polemiche inutili alle quali io non voglio partecipare”. A diciotto mesi dal crollo di ponte Morandi, nel giorno in cui i familiari delle vittime hanno manifestato bloccando il casello di Genova Ovest e chiedendo giustizia per i 43 morti, il presidente del Tar della Liguria Giuseppe Caruso, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, respinge al mittente le accuse lanciate dell’avvocatura di Stato in attesa che la Consulta si pronunci sul ricorso di Autostrade.

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“Affermazioni superficiali, tutte appiattite sulla difesa della parte ricorrente, nessun accenno alla drammaticità dell’evento”. Queste le parole con cui i legali hanno contestato l’operato dei giudici amministrativi liguri sul ricorso di Autostrade che lamentava di essere stata estromessa ingiustamente dai lavori di ricostruzione. Lo scorso 6 dicembre il Tar aveva trasmesso gli atti alla Consulta della Corte costituzionale ravvisando una “potenziale restrizione della libertà di iniziativa economica” e quindi profili di incostituzionalità. Quindi il ricorso al Consiglio di Stato per conto di palazzo Chigi, il Mit e la struttura commissariale di Bucci.

“Io non voglio entrare in polemica, non è questa la sede. Io dico che il tribunale ha fatto quello che doveva fare e si adeguerà a ciò che la corte ritiene giusto – replica Caruso – noi non abbiamo preso alcuna decisione, ma solo preso atto di un dubbio, c’è un organo che istituzionalmente deve decidere queste cose. Il tempo dirà se il dubbio è stato giusto averlo o meno, ma il Tar non è legittimato a giudicare le leggi. Mi pare serena la vicenda, quello che dirà la Corte va fatto”.

Parole molto diverse da quelle del predecessore Giuseppe Daniele. L’allora presidente del Tar, un anno fa nella stessa occasione, anticipò il possibile esito del ricorso di Autostrade sostenendo che l’azienda avrebbe potuto “chiedere un risarcimento dei danni e risultare vittoriosa”. Quattro mesi dopo fu rimosso e destinato ad altro incarico dopo un fiume di polemiche.

Da parte di Caruso non sono mancati i riferimenti alla tragedia del 14 agosto durante la relazione introduttiva: “La sciagura non ha certamente fiaccato lo spirito dei genovesi, che ho ritrovato intatto, se non ancora più combattivo. Del resto la storia di Genova è quella di una città indomita che ha sempre reagito virilmente alle ricorrenti avversità, con concretezza e realismo, in sintonia con un mugugno tradizionalmente mai vittimistico, bensì operoso e fattivo”.